Decesso di Jacob Okoyo sul ring, polemiche sulla sicurezza: “È stato ucciso”
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Jacob Okoyo
La sfortunata vicenda del pugile keniota Jacob Okoyo, deceduto sabato 28 marzo dopo un match ufficiale contro Julius Okuruchi, alimenta le proteste nei confronti della Boxing Federation of Kenya. I dirigenti federali e gli organizzatori dell’evento – tenutosi al Mumias Cultural Centre, nella contea di Kakamega – sono stati fortemente criticati dal politico e attivista online keniota Robert Alai, il quale su X afferma: “Jacob Oyoko è stato ucciso”, commento del blogger accompagnato da un video dell’incontro che è diventato virale. “La scomparsa di Jacob avrebbe potuto essere evitata se la federazione di pugilato del Kenya e gli organizzatori del torneo avessero prestato maggiore attenzione alla sicurezza e alle necessità dei pugili”, aggiunge.
Jacob Okoyo, cosa è successo
La notizia del decesso di Okoyo è stata confermata dalla commissione keniota di pugilato professionistico (Kpbc). Stando alle prime ricostruzioni, i tentativi di rianimazione del pugile sul ring non hanno avuto esito positivo. Da parte sua, la commissione comunica che sono stati attivati tutti i protocolli di emergenza in modo tempestivo: i medici presenti a bordo ring hanno somministrato ossigeno e praticato la rianimazione cardiopolmonare prima che Jacob venisse trasportato d’urgenza in ospedale. Un episodio tragico, che riporta l’attenzione sulla sicurezza nel pugilato. A tal proposito, la commissione ha avviato un’indagine e ha formato un comitato di revisione indipendente composto da esperti medici esterni, professionisti legali e altri importanti funzionari della boxe, i quali collaboreranno strettamente con le agenzie di sicurezza per chiarire le circostanze che hanno condotto alla morte di Okoyo.