Divieto di ingrandire parti del corpo e rallentare le immagini: nuove disposizioni per le televisioni contro la sessualizzazione delle sportive.

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È vietato mostrare immagini dal basso, evitare zoom invadenti e rallentamenti privi di significato, così come inquadrature ravvicinate prolungate. Queste donne sono atlete e oltre al loro fisico (muscoloso) c’è molto di più. Non dovrebbero essere riprese in modo inadeguato o provocatorio, né tantomeno con immagini fuori luogo e fuori contesto.

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La campionessa ucraina Yuliia Levchenko, conosciuta come “Barbie” 

In tutta Europa, sono state adottate nuove direttive per le trasmissioni televisive al fine di prevenire la sessualizzazione delle atlete tramite inquadrature, immagini e replay al rallentatore superflui, che tendono a mettere in risalto la bellezza fisica piuttosto che il gesto sportivo.

L’intesa

L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha collaborato con l’European Athletics per avviare questa iniziativa, invitando le troupe televisive a focalizzarsi sullo sport anziché sul corpo. Le nuove indicazioni per i registi sono inequivocabili: vietati i primi piani prolungati, le inquadrature dal basso e i replay al rallentatore privi di rilevanza tecnica, che possono addirittura risultare compromettenti.

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Alica Schmidt, specialista di 200, 400 e 800 metri, protagonista di varie copertine 

Le linee guida sono state create specificamente per discipline come il salto in alto, il salto con l’asta e il salto in lungo, dove frequentemente vengono trasmesse immagini ravvicinate da dietro le atlete.

I video con le inquadrature

Holly Bradshaw. Ha sottolineato che le inquadrature invasive spesso distolgono l’attenzione delle atlete nei momenti decisivi della competizione e ha fatto notare che i filmati al rallentatore vengono frequentemente sfruttati dai troll per realizzare contenuti inappropriati online.

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L’astista britannica Holly Bradshaw 

Le linee guida sono ora disponibili per le emittenti che si occupano di atletica femminile, e l’EBU afferma che la copertura dovrebbe concentrarsi sulle “abilità tecniche delle atlete e su una narrazione coinvolgente”.