Godiasco, riapre il bocciodromo Fontana: l’inaugurazione è dedicata alla memoria di Carletto Figini.

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Godiasco, riapre il bocciodromo Fontana: l’inaugurazione è dedicata alla memoria di Carletto Figini.0 Godiasco, riapre il bocciodromo Fontana: l’inaugurazione è dedicata alla memoria di Carletto Figini. 2

Alcuni sostengono che il 13 marzo scorso, nel preciso momento in cui le autorità e i dirigenti della società Fontana hanno aperto ufficialmente le rinnovate corsie di gioco all’interno del bocciodromo di Godiasco (PV), un intenso raggio di luce abbia avvolto l’impianto tramite i grandi finestroni.

Qualcuno, tra gli appassionati, ha accennato timidamente che a manifestare in questo modo la propria presenza fosse addirittura Carletto Figini, il più grande volista della storia della specialità Raffa, originario di Godiasco, scomparso un anno fa all’età di 91 anni. A prescindere da questa suggestione ultraterrena, impossibile da dimostrare, rimane il fatto che la bocciofila Fontana e Figini abbiano sempre avuto un legame indissolubile.

Era il 1946 quando un gruppo di volontari, ex partigiani, decise di realizzare quattro campi all’aperto per soddisfare le esigenze di coloro, e ce n’erano molti, che nel periodo immediatamente successivo alla guerra volevano dedicarsi al gioco delle bocce. Tra questi, c’era un giovane – Figini, per l’appunto – che si allenava quotidianamente in un’area erbosa adiacente, con l’obiettivo di prendere le giuste misure per le distanze tra gli attrezzi e di testare quali traiettorie fossero le più adatte per colpire al volo le bocce avversarie.

Non molto tempo fa, chi scrive ha avuto l’opportunità di ascoltare alcuni coinvolgenti racconti da quel giovane, poi divenuto campione, il quale evocava con le lacrime agli occhi la storia delle corsie sulle quali aveva disputato le sue prime partite.

La bocciofila era stata intitolata a un giovane eroe della Resistenza: Piero Fontana, che aveva lottato per la “Brigata Staffora”, e che era morto a soli 19 anni dopo un conflitto a fuoco con i nazi-fascisti a Serra del Monte, una località collinare non lontana da Godiasco. Per Carletto Figini, i campi da bocce dedicati all’eroe partigiano rappresentavano qualcosa di sacro, essendo legati ai valori della Resistenza.

Negli anni ’70 – ricorda Lino Desovanni, memoria storica della società – per proteggere i campi si riuscì a costruire il bocciodromo coperto grazie a una generosa donazione dell’editore Antonio Barbieri. Successivamente, il sindaco Elio Berogno, con il supporto del Coni, fece realizzare una piccola tribuna. All’inizio del nuovo millennio, poi, si registrò l’arrivo dei manti sintetici che sostituirono quelli in terra.

Nel corso degli anni, molti godiaschesi si sono distinti, ottenendo risultati di prestigio. Ricordiamo, ad esempio, la vittoria ai Campionati Italiani (Bologna, 1957) di Ercole Carini e Renzo Desovanni, in terna proprio con Figini, che si è ripetuto nel 1964, a Modena, in coppia con il vogherese Renzo Gastaldi e, successivamente, con altri due titoli nazionali: uno nella specialità individuale e uno in coppia, questa volta con Renato Zola. Circa trenta anni dopo, nel 1993, a Lecce, tre giovani godiaschesi hanno invece conquistato il titolo italiano nella categoria B: Giuseppe Ghezzi, Stefano Salvini e Paolo Violani.

Insomma, intorno alla bocciofila Fontana si sono scritte pagine significative nella storia del boccismo italiano. E altre, chissà, potrebbero ancora essere scritte. Infatti, dopo la riqualificazione dell’impianto con i nuovi campi allestiti dalla ditta Colleoni, grazie all’importante contributo economico fornito dall’impresa Mancuso, e con l’eliminazione delle barriere architettoniche, grazie al supporto di Regione Lombardia, il bocciodromo di Godiasco si presenta ora ben ristrutturato, pronto per una ripartenza in grande stile.

Soddisfatti il presidente Andrea Aresu, i consiglieri Giuseppe e Pierangelo Ghezzi e i membri del direttivo.

Dal cielo, senza dubbio, sta sorridendo anche Carletto Figini. Ci sembra quasi di rivederlo, mentre sulle infinite e virtuali corsie del cielo, con uno stile ineguagliabile e composto, esegue la sua classica rincorsa fatta di quattro passi e con il braccio destro, in chiusura, va a tracciare un leggerissimo arco prima della gittata finale. La sua bocciata di volo, in effetti, è un potente raggio di luce: proprio come quello osservato il giorno dell’inaugurazione attraverso i grandi finestroni del bocciodromo Fontana di Godiasco.