Il calciatore che si ritira, rinuncia al contratto milionario per avere il tempo di stare col papà malato
Esiste un momento che non permette estensioni o minuti aggiuntivi. È il tempo per le persone care, per la famiglia, quel tempo che non ritorna. E che ha un valore superiore a qualsiasi accordo. Così ha deciso Kevin Kampl, che dopo quasi dieci anni con la maglia del Lipsia ha optato per abbandonare il calcio.
È giunto il momento di dedicarsi a se stesso: il fratello è deceduto inaspettatamente a 51 anni lo scorso ottobre, suo padre è malato e vive in solitudine. Troppo dolore, e un forte bisogno di trovarsi altrove. E il calcio non è più una priorità.
Rescissione del contratto
Ha annullato il contratto con la squadra che è stata un punto di riferimento sia in campo che negli spogliatoi, prende moglie e figli, torna in Slovenia e si unisce al padre.
Il club ha accolto la sua richiesta, non può rifiutare a chi ha dato tanto e chiede solo di fermarsi. “Dopo tanti anni – spiega l’ex giocatore – ho compreso che è il momento di tornare a casa perché mio papà non sta bene e desidero trascorrere più tempo con lui. Dopo la scomparsa di Seki ho realizzato che non bisogna sprecare il tempo”. E così dice addio al calcio e a un contratto milionario per due cose che hanno un valore maggiore del denaro: amore e tempo.