Spagna-Egitto, fischi contro l’Islam sugli spalti. Lamine Yamal: “Ingiuriosi e razzisti”

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Lamine Yamal 

“Chi non salta musulmano è”: si amplifica lo scandalo dei cori razzisti a Barcellona nello stadio di Cornellà-El Prat – sede delle partite di Liga dell’Espanyol – durante l’amichevole della nazionale spagnola contro l’Egitto a Barcellona, terminata 0-0. La polizia spagnola e la hanno avviato due indagini parallele, generando reazioni sia sportive che politiche nel Paese.

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Lamine Yamal: “Comportamento inaccettabile”

A guidare l’indignazione, il talento del Barcellona Lamine Yamal, che, in qualità di musulmano, ha definito “inaccettabile” deridere una fede: “So che era indirizzato alla squadra avversaria e non personalmente contro di me, ma come musulmano resta una mancanza di rispetto e qualcosa di inaccettabile… deridere una religione vi rende ignoranti e razzisti”, ha scritto su Instagram.

L’indagine della polizia spagnola

I Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, hanno avviato un’inchiesta penale per reati di odio e, per mezzo della Direzione generale della sicurezza, un’altra di tipo amministrativo. Non si escludono sanzioni in entrambi i casi, simili a precedenti analoghi – il calciatore dell’Athletic Bilbao Inaki Williams era stato vittima di cori razzisti nel 2020 nello stesso stadio – che hanno portato a condanne penali e divieti di accesso agli stadi per i tifosi coinvolti.

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L’indagine della Fifa

Contestualmente, anche la Fifa ha avviato un procedimento disciplinare: la Spagna può incorrere in multe di almeno 20.000 franchi svizzeri (circa 21.600 euro) e nella possibilità di disputare una partita a porte chiuse o con alcuni settori interdetti. Una situazione pesante in vista del Mondiale 2030, che si svolgerà congiuntamente a Marocco e Portogallo, per cui Madrid è ancora in corsa per ospitare la finale. Una condanna decisa è giunta dal ct Luis de la Fuente: “Assoluta ripulsa a qualsiasi forma di xenofobia, razzismo o irrispetto, i cori sono stati intollerabili”, ha denunciato.

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Il caso di Vinicius junior

Più cauto il tecnico egiziano, Hossam Hassan: “Non ho percepito nulla, ero concentrato sul gioco. Siamo tutti esseri umani e crediamo in un unico Dio”, ha dichiarato dopo il match. Tuttavia, la federcalcio egiziana ha parlato di “comportamenti inaccettabili”. L’episodio, preceduto dai fischi durante l’inno egiziano, riaccende l’allerta sull’islamofobia nel calcio spagnolo, già sanzionato per i cori razzisti nei confronti di Vinicius Junior del Real Madrid.

Le reazioni politiche

Le reazioni politiche sono state molto severe. Il ministro della Giustizia, Felix Bolanos, ha parlato di “vergogna per la società”, puntando il dito contro l’ultradestra per fomentare la xenofobia: “Chi tace è complice”, ha accusato. “Lo sport è impegno, lavoro e talento, ma anche rispetto, solidarietà e convivenza. L’odio, il razzismo e la xenofobia non hanno posto negli stadi e nella nostra società”, ha ammonito la ministra dell’Istruzione e dello Sport, Milagros Tolon. In contrasto, la reazione del partito di ultradestra spagnolo Vox. Commentando su X un video in cui questi cori venivano definiti “inaccettabili e scandalosi”, il segretario generale di Vox, Ignacio Garriga, ha scritto: “È scandaloso che gli stupri siano aumentati vertiginosamente. È scandaloso che la maggior parte dei detenuti siano stranieri. È scandaloso che la Spagna sia diventata il paese con il maggior numero di arresti di jihadisti in Europa. È scandaloso che vengano messi a disposizione più stadi per le celebrazioni del Ramadan che per le partite della nazionale spagnola di calcio in Catalogna. È scandaloso che gli spagnoli si sentano stranieri nelle loro città”.