Video porno, contenuti sessuali e insulti nel profilo di Bruno Fernandes. Ma il Manchester spiega

(afp)
Era davvero troppo bello per essere vero. Una serie di video per adulti. Post a contenuto sessualmente esplicito. Offese nei confronti di Alisha Lehmann. Insulti alla gestione del Manchester: liberiamoci di Ineos.
Questi post hanno ricevuto migliaia e migliaia di like e condivisioni. Senza che a nessuno venisse in mente il dubbio che potessero essere falsi, soprattutto considerando che quella proprietà criticata versa 16 milioni di sterline.
Neppure quando è stato annunciato il suo coinvolgimento prima con una squadra di sesta divisione e poi con la nazionale di cricket.
Era evidente che non fosse lui l’autore dei post, ma perché sforzarsi di comprenderlo? Può un calciatore con 4 milioni e mezzo di follower pubblicare contenuti a luci rosse, offendere, e postare l’immagine della più umiliante sconfitta dei Red Devils, quella contro il Liverpool per 7-0 nel 2013?
Lo United ha dovuto precisare che l’account era stato compromesso, specificando nel post: “Invitiamo i tifosi a non interagire con alcuno dei post o dei messaggi diretti”. Un avviso condiviso anche dall’hacker sulla pagina del capitano, con la raccomandazione: “Fate attenzione agli attacchi informatici”.