Ranieri, la Nazionale dopo il rifiuto di un anno fa. A 74 anni e dopo aver guidato diverse squadre.
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(fotogramma)
Non bisogna mai considerare Ranieri come un allenatore in pensione. Quante volte ha ribadito questo concetto? Quante volte l’abbiamo ascoltato? Desidero portare mia moglie in viaggio, voglio tempo per me, basta stress in panchina: frasi e pensieri espressi liberamente, contengono un fondo di verità, ma non riescono mai a superare la verifica dei fatti.
Ha cercato di fermarsi dopo l’esperienza con il Cagliari, ma è stato richiamato dalla Roma: “Non posso rifiutare la mia squadra”. Conclude la stagione con la Roma e diventa dirigente del club. La sua avventura come consulente dei Friedkin termina in modo deludente, decide di prendersi una lunga pausa, beh lunga, non troppo: arriva la Nazionale.
Ranieri celebrato a Roma a maggio 2025 all’ultima panchina all’Olimpico (fotogramma)
Quella proposta rifiutata un anno fa, quando era stato avvicinato da Gravina, ma ha declinato: l’avventura come dirigente romanista era appena cominciata (per terminare in modo disastroso, la discussione con Gasperini con frecciate, cattiverie, panni sporchi lavati in diretta tv, insomma, per una volta anche Ranieri è finito in fuorigioco).
Questa volta non ha potuto rifiutare. E così, inizia una nuova avventura, anche a quasi 75 anni si desidera vivere emozioni. E si riparte sempre da dove non si è mai stati.
Catanzaro
Qui il capitolo finale. Dopo tanto peregrinare, Ranieri arriva in azzurro, sfiorato, e ricoprirà un ruolo dirigenziale. Ma la sua storia ha inizio molti, molti anni fa. Perché lo chiamano il cuore di Roma, ma in realtà il suo cuore appartiene a Catanzaro. Ama raccontare di quegli anni, era la sua provincia felice. Cita frequentemente Massimino Palanca noto come “O Rei”, con il suo piccolo e delizioso piede sinistro specializzato in gol direttamente da calcio d’angolo. I suoi amici sono ancora lì. Le sue vacanze sono ancora lì. Racconta di Di Marzio che inondava d’acqua il campo vicino al calcio d’angolo quando arrivavano Inter e Juventus.
Cagliari
Il suo cuore appartiene anche a Cagliari. Ripete sempre: se Catanzaro rappresenta un pezzo della sua vita, Cagliari e Roma sono le sue squadre. E in Sardegna ha vissuto, ha allenato, è tornato, ha svolto come sempre il ruolo di aggiustatore, soprannome che si è guadagnato perché spesso chiamato in corsa a risolvere difficoltà.
Leicester e il Mondo
Se nella storia del calcio, Ranieri sarà sempre ricordato come l’allenatore del Leicester che conquista la Premier da outsider, l’uomo del miracolo sportivo senza l’uso retorico della parola miracolo, la sua carriera è iniziata a nemmeno 40 anni con il miracolo del doppio salto dalla C1 alla A con il Cagliari.
Ranieri vince la Premier League vinto con il Leicester nel 2016
Dopo l’impresa con il Leicester che lo ha reso una figura storica nel calcio, non si è fermato, ha fatto molti giri ed è tornato dove il suo cuore lo ha sempre portato: prima Cagliari, poi Roma. Ma non è ancora giunto il momento di chiudere, nella vita di Ranieri quando sembra che il momento di fermarsi sia arrivato, ci sono sempre i tempi supplementari.