Prodhomme replica a Pogacar: “Mi ha chiamato Pantani, ma non mi identifico nel Pirata”
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(reuters)
“Al Tour Prodhomme mi ha colpito, lo chiamavamo Pantani”. Tadej Pogacar ha attribuito al ciclista della Decathlon un soprannome che al francese non è particolarmente piaciuto. Ma facciamo un passo indietro.
An incredible scene: Tadej Pogacar stares down Nicolas Prodhomme, who had briefly taken the lead.#TDF2026 pic.twitter.com/RQIFfJkr67
— René Bugner (@RNBWCV) July 25, 2026
Lo scambio di sguardi
I due atleti sono stati protagonisti di un episodio durante la ventesima tappa del Tour de France 2026, quando il francese ha tentato di posizionarsi in testa al gruppo dei favoriti per supportare il compagno di squadra Paul Seixas. In quel frangente, la maglia gialla si è avvicinata al francese e gli ha rivolto uno sguardo provocatorio. Il filmato è diventato rapidamente virale, ma Prodhomme ha minimizzato l’accaduto, affermando che non si trattasse di un gesto minaccioso. Durante un’intervista, Pogacar ha chiarito il significato di quel gesto e il suo legame con il soprannome insolito dato a Prodhomme: “Ne avevamo parlato e scherzato tra di noi nel team, chiamandolo ‘Pantani’, perché trovava sempre l’energia per quell’accelerazione finale”.
“Desidero essere chiamato con il mio nome”
Il confronto con il Pirata non è gradito a Prodhomme, che in un’intervista a VéloFuté ha dichiarato di non voler essere paragonato allo scalatore di Cesenatico: “Onestamente, non mi identifico molto in Pantani e preferirei che mi chiamasse semplicemente con il mio nome. Tuttavia, quando leggo la motivazione di questo soprannome, mi sembra piuttosto un bel complimento. Quindi lo prendo con ironia e lo considero in modo positivo. Nel momento della mia accelerazione non avevo nemmeno notato il suo sguardo: ero focalizzato sulla radio e sul mio ciclocomputer. Non c’è alcun problema tra me e Tadej. Abbiamo già parlato della posizione nel gruppo, c’è rispetto, e mi ha persino fatto i complimenti dopo la tappa del Markstein”.