Tappa movimentata del Tour con la vittoria di Schmid a Belfort. Pidcock conquista il 4° posto nella classifica generale grazie all’azione in fuga.

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BELFORT – Una tappa sorprendente con un vincitore di grande esperienza, lo svizzero Mauro Schmid, ma anche e soprattutto con un’azione da lontano che riporta con forza in classifica Tom Pidcock. La frazione più estesa del Tour, 205 km tra Dole e Belfort, Giura e Vosgi, caratterizzata da ampie pianure ma anche dall’impegnativo Ballon d’Alsace verso la conclusione, ha premiato una fuga piuttosto insolita. 57 corridori in attacco, praticamente metà del gruppo, una mossa audace non tanto per Pogacar, quanto per gli altri atleti della top 10: un rientro in classifica di Pidcock (partito 10° a 11”49”), il promotore dell’azione di 170 km totali, potrebbe rivelarsi un problema per tutti. Da quel grande gruppo, il Ballon d’Alsace seleziona un gruppo più ristretto, composto da 10 corridori, da cui nel tratto tra la discesa e la pianura finale si distaccano in due, Schmid e il colombiano Harold Tejada. È l’azione decisiva per la tappa: nel lento sprint a due, è lo svizzero a prevalere. Un anno fa a Tolosa era andato vicino alla vittoria, battuto da Abrahamsen. Nel 2021, Schmid si era aggiudicato la tappa degli sterrati del Giro, a Montalcino. Il corridore della Jayco AlUla è riuscito a precedere il ritorno di Pidcock, terzo di tappa a 2” davanti a Van Gils, McNulty, Vauquelin e un ottimo Jegat (anche lui risale in classifica, ora è 11°). “Non riesco a crederci, è stata una tappa estremamente difficile. Ho lavorato tanto per un giorno come questo. Abbiamo provato in numerose occasioni negli ultimi giorni, ma spesso le cose non sono andate come speravamo. Oggi è andato tutto secondo le nostre aspettative. La sconfitta dell’anno scorso è rimasta impressa nella mia mente per lungo tempo, oggi ho avvertito un crampo nel finale e mi sono preoccupato. Ho lanciato lo sprint un po’ tardi, ma al momento giusto ho ritrovato le mie forze. Questa vittoria è per tutta la squadra, non solo per me. I miei compagni hanno svolto un lavoro straordinario”.

Pidcock sale al 4° posto

Pidcock si siede dopo la tappa e osserva il cronometro che gli dà ragione. Il gruppo maglia gialla, tirato dalla Bahrain e dalla Red Bull, arriva a 7’32”. Questo significa, per Pidcock, un avanzamento in classifica di 6 posizioni. Ora si trova al 4° posto a 4’15” da Pogacar, a 9” dal podio. E non sarebbe una sorpresa: l’inglese è stato terzo alla Vuelta nel 2025. Un’altra giornata con una media altissima: 49,9 km/h. Domani si scalano i Vosgi, con 4 salite (3 di prima categoria, il Col du Haag si scollina a 7 km dall’arrivo) per l’arrivo sul Markstein, che già sorrise a Pogacar nel 2023. Si preannuncia un probabile nuovo spettacolo dello sloveno.