Augusta Masters, il primo acuto è di Justin Rose. Naufraga McIlroy

Augusta Masters, il primo acuto è di Justin Rose. Naufraga McIlroy 1

Justin Rose 

Augusta – Il vero protagonista della prima giornata del Masters 2025 è stato Justin Rose. Ha fatto il suo ingresso con decisione nella competizione tanto attesa tra Scottie Scheffler, attualmente numero 1 al mondo, e Rory McIlroy, numero 2. Ha realizzato un giro da sogno, fino all’ultimo colpo della buca finale: 8 birdie e nessun bogey, fino a quando il suo drive è finito tra gli alberi a destra della delicata 18. Questo ha portato all’unico bogey della giornata, lasciandogli un po’ di amarezza, ma il fantastico punteggio di 65 (-7) lo ha comunque portato al primo posto con un vantaggio di tre colpi su Scheffler e sull’outsider Corey Conners.

Si trovava in parità con Scheffler anche l’attesissimo McIlroy, ma il golf può rovinare un giro fino a quel momento eccellente in un attimo. Una pallina finita in acqua al par 5 della buca 15 gli è costata un doppio bogey; due buche più tardi, un altro doppio bogey lo ha fatto sprofondare. In pochi minuti è sceso dal -4, che valeva il secondo posto, a un giro in semplice par che, alla fine, lo ha visto tornare in clubhouse al 26esimo posto, deluso e irritato con un punteggio di 72.

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Rory McIlroy 

McIlroy ha i suoi demoni da affrontare: non solo perché, nonostante il suo dominio in vari tornei, non riesce a conquistare un Major da 11 anni; ma soprattutto perché proprio qui, nel 2011, ha sprecato i 4 colpi di vantaggio che aveva la domenica mattina, vanificando una vittoria che sembrava già sua con un drammatico punteggio di 80 colpi. E quel triste finale di oggi ricorda molto quella giornata sfortunata.

Nel frattempo, un altro fuoriclasse, Bryson DeChambeu, ha recuperato con un grande finale: due birdie nelle ultime tre buche lo hanno portato a pareggiare con Scheffler e Conners, mentre il sole sull’Augusta National cominciava a tramontare dietro le cime degli alberi.

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Scottie Scheffler 

I demoni di Rory in un finale da dimenticare

In un torneo, e specialmente in un Major dove la competizione è feroce e il percorso è estremamente impegnativo, non si può mai vincere il primo giorno. Si può, invece, perdere, se si inizia male, poiché recuperare è difficile. Tuttavia, il bel giro di Rose invia un messaggio significativo. Si sta parlando di un campione, vincitore dell’US Open 2013, medaglia d’oro olimpica a Rio 2016 e tante altre imprese tra cui sei partecipazioni alla Ryder Cup, dove è destinato a diventare capitano europeo.

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Bryson DeChambeu 

Qui ad Augusta ha già sfiorato due volte la vittoria, giungendo secondo nel ’15 e nel ’17 (battuto allo spareggio da Sergio Garcia). Quando conquistò l’US Open a Merion, in Pennsylvania, per celebrare il successo battezzò Merion come il nuovo purosangue della sua scuderia, che rappresenta la sua vera passione, da perfetto inglese nonostante la nascita sudafricana. Se dovesse vincere, potrebbe scegliere un nome ispirato al Masters per un nuovo cavallo. D’altronde, non a un cavallo, ma alla sua prima figlia il vincitore del Masters 2017 Sergio Garcia diede il nome di Azalea, in omaggio al fiore simbolo di questo ex vivaio che è diventato il campo più famoso del mondo.

Vecchi campioni e sfide ardue: il fenomeno-Couples

Quando Angel Cabrera ha mancato per pochi centimetri la clamorosa buca in uno al par 3 della 4, direttamente da circa 160 metri, osservandolo da bordo green ci aveva fatto sorgere il sospetto che la sua sfida con se stesso e con i demoni del passato, che gli sono costati 30 mesi di carcere conclusi nel ’23, potesse anche essere vinta. Ma, dopo aver realizzato quel facile birdie da vicino, il suo bilancio non ha visto grandi miglioramenti. Il punteggio finale di 75 (+3) lo colloca al 63esimo posto su 95, con flebili speranze di rimanere in gara nel weekend, riservato ai migliori 50.

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Fred Couples 

Un altro grande del passato, lo spagnolo Josè Maria Olazabal, due volte campione del Masters (1994 e ’99), ha concluso con un punteggio di 76, assistito come caddie da un bravo professionista italiano, Lorenzo Galli, suo grande amico. A 59 anni lui, 55 Cabrera. Per qualificarsi ai due giri finali sarebbe necessario un mezzo miracolo golfistico. Un po’ meglio (74 colpi) ha fatto un’altra leggenda, il tedesco Bernhard Langer, 66enne con 2 titoli Masters nel palmarès, attualmente 50esimo con la speranza di passare ancora una volta. Ma chi sembra davvero in grado di sfidare l’inesorabile avanzare del tempo è il formidabile Fred Couples, 66enne presente per la quarantesima volta (la prima nel ’83), vincitore nel ’92 e per 11 volte tra i primi 10. Con un giro di 71 (-1, con tre birdies e due bogeys) è riuscito a inserirsi ancora una volta tra quei ragazzi che potrebbero essere suoi nipoti, contrapposto alla loro potenza con la sua precisione, una qualità che qui all’Augusta National è sempre premiata. Può ragionevolmente sperare di proseguire fino a domenica. In origine si chiamava Alfredo Coppola, essendo figlio di un immigrato italiano a Seattle, che ritenne opportuno americanizzare il nome. Da italiani in attesa, possiamo consolarci così, visto che i fasti di Molinari e di Rocca appartengono ormai al passato.

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