Augusta, trio americano in testa al Masters. Ma protagonista è il vento

(reuters)
AUGUSTA – Ottantanove golfisti in campo e circa 50mila spettatori hanno trascorso il venerdì con lo sguardo rivolto verso l’alto: alcuni cercando di decifrare le furie di un vento da Coppa America, altri per comprendere dove finissero i colpi dei migliori golfisti del mondo, resi quasi imprevedibili da quella forte brezza. In tali condizioni, anche i campioni trovano difficile controllare le traiettorie e, infatti, solo otto giocatori sono riusciti a terminare sotto il par di 72 colpi, mentre solo quattordici hanno chiuso i due giorni di qualificazione ai migliori 60 per i round conclusivi, con la linea del taglio fissata a un pesante +6 (che ha permesso anche a un veterano come Olazabal di continuare a giocare). È addirittura peggiorato il punteggio dei leader: ieri la vetta era a -7, oggi un trio interamente americano, composto da De Chambeau, Scheffler e Max Homa, guida con -6, con il californiano Homa che, con un giro in -1, ha scalato la classifica, affiancando i due al vertice dopo il primo round. Tuttavia, il miglior punteggio della giornata (69 colpi) è stato realizzato da un europeo, lo svedese Aberg, un nome a sorpresa che il vice capitano della Ryder Cup, Edoardo Molinari, ha suggerito a Luke Donald dopo aver esaminato le sue statistiche. Fino alla primavera scorsa era dilettante, ma ha dato prova di eccellenza a Roma contro gli americani e ora, al suo primo Major, insegue il trio statunitense con un distacco di 4 colpi. Una distanza ridotta a sole 36 buche dalla fine, specialmente su un campo come questo, se il vento decidesse di continuare a farsi sentire nel fine settimana.
A 47 anni Tiger centra un altro record
Costretto dai problemi fisici a limitare le sue apparizioni, il 47enne Tiger Woods aveva disputato in questa stagione solamente 24 buche, ritirandosi per influenza (che ha avuto il suo peso) a un terzo del secondo giro del Genesis Invitational a febbraio, unico torneo a cui aveva partecipato, essendo anche sponsor. L’oscurità lo aveva fermato giovedì alla buca 13, quindi oggi ha dovuto affrontare 23 buche consecutive, interrotte solo da una breve pausa. Il pubblico di Augusta, dove ha trionfato cinque volte, lo ha seguito in massa in questo venerdì di cielo sereno e vento incessante, assiepandosi sul green della 18 per offrirgli una standing ovation in onore della sua 24esima qualificazione consecutiva ai due giri finali. Un’altra gemma da aggiungere alla sua lunga lista di primati. Su quel green, che è un po’ la Cima Coppi di questo campo ondulato e quindi molto esposto ai venti, le raffiche hanno deciso di dare il massimo proprio quando a lui spettava imbucare, da circa un metro e mezzo, il putt del par per il 72 di giornata e la storica qualificazione, sollevando nuvole di sabbia dai bunker e scagliandole negli occhi di giocatori e pubblico. Tuttavia, una volta superata la tempesta, la pallina è rotolata regolarmente in buca, permettendo a Tiger di sorridere di sollievo, mentre il pubblico poteva festeggiare, sapendo di avere altri due giorni con quel campione instancabile, protagonista di un giro travagliato (4 bogey compensati da altrettanti birdies) in cui ha dovuto eseguire salvataggi miracolosi, tipici della sua carriera professionistica che dura quasi trent’anni. Sia il punteggio di oggi che il totale delle due giornate (+1) sono superiori a quelli di giocatori come il campione in carica Rahm o il “cannibale” di Major Brooks Koepka. Per non parlare di Rory McIlroy, che continua a lottare con questo torneo che manca alla sua collezione: per lui un deludente +5 di giornata, senza nemmeno un birdie e un taglio passato per un solo colpo. Tutti ex ragazzi cresciuti ammirando la Tigre. Da tre o quattro anni la storia di Woods sembra avviarsi verso la conclusione, ma lui continua a rimandare quel momento grazie a qualche piccola impresa. E il pubblico non desidera altro. C’è ancora tempo per il ritiro.