Golf, derby francese all’Open d’Italia: la spunta Saddier sul giovane Couvra

Golf, derby francese all’Open d’Italia: la spunta Saddier sul giovane Couvra 1

Adrien Saddier 

È stato un lungo e avvincente derby francese l’ultimo giorno decisivo dell’82esimo Open d’Italia, tra l’esperto 33enne Adrien Saddier e il 22enne promettente Martin Couvra, che si è già fatto notare come rivelazione in questa sua prima stagione sul Tour Europeo maggiore. Ha prevalso il “veterano” che, partito in svantaggio e poi ulteriormente distante durante il percorso, ha prima recuperato e poi ha superato al buco 16: un suo birdie contro il bogey dell’avversario ha sigillato la rimonta, creando un divario insormontabile. Risultato finale: -14 a -11.

Saddier, un successo atteso da 200 tornei

Saddier, originario dell’alta Savoia, inseguiva una vittoria da 200 tornei. Il suo trionfo, avvalorato da un brillante 66 di giornata (-4) contro il 71 (+1) del giovane, ha il sapore di una ricompensa per la tenacia, quasi di un meritato riconoscimento alla carriera, accompagnato da un premio di 510mila dollari.

Il premio aggiuntivo per Couvra

Un premio reale, supplementare e significativo è andato al perdente, che oltre alla somma per il secondo posto ha ricevuto anche 25mila euro (oltre a un’importante opera d’arte) che da quest’anno la famiglia dell’ex Presidente della Federgolf Franco Chimenti ha deciso di destinare, tramite la neonata Fondazione a lui dedicata, al miglior giovane nato nel nuovo secolo. Tuttavia, se per Saddier gli anni migliori sono probabilmente passati, di Adrien Couvra sentiremo sicuramente parlare in futuro. Mentre il vincitore ha inseguito questo successo per 12 anni, il giovane Couvra, residente a Cannes, ha già collezionato in questo primo anno sul Tour una vittoria (in Turchia a maggio), un quinto posto in aprile in Cina e un ottavo in Austria tre settimane fa. Ciò è più che sufficiente per candidarlo a matricola dell’anno.

Il podio si completa con il terzo posto ex aequo per lo scozzese Hill e l’inglese Bradbury (-10), che come tutti hanno dovuto affrontare il caldo torrido che, attanagliando l’Italia, non ha certo risparmiato i fairways dell’Argentario Golf Club. Un vento caldo, via via più forte durante la giornata, non ha portato alcun sollievo e ha complicato notevolmente le traiettorie della palla.

Laporta e Vecchi Fossa i migliori tra gli italiani

Tra i nove italiani qualificatisi per i giri finali, i più competitivi sono risultati Francesco Laporta, 34enne pugliese, stabilmente inserito sul Tour maggiore, e Jacopo Vecchi Fossa, 30enne di Reggio Emilia che ha ricevuto la wild card per partecipare all’Open. Hanno entrambi concluso al decimo posto, un risultato eccellente conseguito attraverso percorsi assai diversi. Vecchi Fossa, con il più importante risultato della sua carriera, ha mantenuto un’assoluta regolarità, con 17 par e un birdie al buco 16. Laporta, in cerca del primo successo sul Tour maggiore ma che continua a mostrare una confortante continuità di rendimento, ha vissuto una giornata altalenante: un avvio disastroso, con tre colpi persi sulle prime due buche, ma poi ha dimostrato la solita capacità di riprendersi, e non solo una volta. Cinque birdie dalla buca 3 in poi hanno parzialmente compensato sia il pessimo inizio che altri due bogey accusati nelle seconde nove.

In media e bassa classifica si sono piazzati gli altri sei italiani ancora in gara: 28esimo Scalise, 33esimi Edoardo Molinari e Romano, 41esimo Pavan, 50esimo Mazzoli, 76esimo Di Nitto, 79esimo Memeo.

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