Bagnaia perde fiducia e tifosi, soffre Marquez. Simoncelli: «Non sia ridicolo»
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(lapresse)
Fuori dal circuito vendono le sue magliette e i cappellini a metà prezzo. Un cartello spietato dice: «Outlet Bagnaia». Povero Pecco. In pista prende a pugni il serbatoio rosso, urla di rabbia dentro il casco. Dice di sentirsi «frustrato». Peggio: «umiliato». A Misano, il circuito preferito, ha chiuso con la peggior qualifica della carriera.
È un anno che non vince una gara: da allora, è arrivato al traguardo solo in 7 occasioni su 18 gp. Forature, cadute. Due volte campione con la Ducati, si era visto soffiare sotto il naso il terzo mondiale consecutivo da Martin. E poi, un giorno, nel box di Borgo Panigale, è arrivato lui: il Cannibale. Glielo avevano detto: attento, ti mangerà vivo. «State tranquilli», sorrideva il piemontese. Aiuto. Giovedì, Marc Marquez come un tornado di allegria è entrato nell’hospitality ducatista mostrando a tecnici e meccanici un video – «quasi un porno», scherzava il catalano – del suo cane: e tutti a ridere. Amici. Pecco stava in un angolo. Capito? Al termine della Sprint race vinta ieri da Marc, Bagnaia – 13° a 18 secondi dal compagno di squadra – mugugnava: «So di poter lottare coi migliori, invece mi gioco gli ultimi posti. Gli altri, in Ducati, hanno risolto tutte le loro situazioni: io no. È molto strano», insiste. Chissà cosa vuole dire: «strano». Mancano 3 mesi e mezzo all’addio definitivo: nel 2027, Pecco correrà insieme a Bezzecchi nel team ufficiale Aprilia.
Simoncelli: «Non sia ridicolo»
«Farebbe meglio a stare zitto, così rischia di rendersi ridicolo». Paolo Simoncelli sostiene che Bagnaia dovrebbe cercare di tornare competitivo almeno nell’ultima parte della stagione, per dare una mano a Marquez nella conquista del titolo. «Rassegniamoci: Marc è di un altro pianeta, senza l’infortunio al braccio avrebbe raggiunto e poi superato Agostini nel numero di mondiali vinti. All’inizio. Pecco e i suoi lo hanno sottovalutato: pensavano non sarebbe più tornato quello di prima. E invece, il numero 93 ha finito per divorarlo psicologicamente». Secondo il padre del Sic, c’è un altro aspetto che influisce sul modesto rendimento del piemontese: «È diventato papà. Ma un pilota non dovrebbe mai avere figli, quando corre».
Il manager: «Non è forte mentalmente»
Carlo Pernat, il manager, su questo non è tanto d’accordo («Bayliss di figli ne ha avuti 3, e ha continuato a vincere»), però sottoscrive tutto il resto: «Marquez è un Cannibale, appunto. E Pecco non è stato mentalmente forte come avrebbe dovuto essere un campione del mondo. La tecnica e la guida non si perdono, è una questione di testa. Oggi Bagnaia vede solo nemici intorno a sé, mentre la Ducati ha tutto l’interesse a sostenerlo. Che delitto. Quando ti scende la catena, poi è dura riprendere. Speriamo che il prossimo anno, in Aprilia, la voglia di rivincita lo faccia tornare il Pecco di una volta».