Hamilton e l’anno nero in Ferrari: “Ora stacco, non parlo più e butto il telefono nel cestino”

Hamilton e l’anno nero in Ferrari: “Ora stacco, non parlo più e butto il telefono nel cestino” 1

Ora non deve più concentrarsi esclusivamente sulla guida. Il campionato è concluso, l’auto è in garage, e la stagione è da archiviare. E nessuno può dire: parla meno, agisci meglio. Anche senza alcun ordine-suggerimento-invito, Hamilton agisce: non parla e non ascolta. Stacca la spina, disconnette il cellulare. Il telefono? Nel cestino. La bocca? Chiusa, sigillata. Ha già detto abbastanza.

C’era una volta un campione del mondo sereno. Hamilton è diventato malinconico, critico, irritato e poco vincente. A parte la Sprint in Cina, non ha conquistato nemmeno un podio con la Ferrari. Figurarsi le vittorie. Non era mai accaduto in 18 anni di carriera. La parte finale della stagione, conclusasi con un 6° posto nel Mondiale piloti dietro al compagno Leclerc, è stata disastrosa: tre eliminazioni consecutive nel Q1 delle qualifiche tra Las Vegas e Yas Marina (quattro, se si include anche la Sprint di Losail). È superfluo dire che per i tifosi della Rossa il passaggio da una stagione deludente al declino è molto rapido.

Per non parlare delle polemiche (numerose), delle lamentele (ancora di più), fino all’intervento di John Elkann: i piloti devono concentrarsi sulla guida, parlare di meno. Nelle ultime apparizioni, i pensieri e le parole di Hamilton erano: rassegnazione “non so cosa fare né cosa dire”, frustrazione “ho tanta rabbia dentro”, sopportazione “aspetto solo che finisca”.

Così, è giunta al termine. La stagione. E Hamilton ha l’ultimo sfogo: “Ho bisogno di staccare, non voglio parlare di F1 con nessuno. Nessuno potrà contattarmi quest’inverno”. Per evitare tentazioni, getta il cellulare: “Non avrò il telefono con me, di solito l’ho sempre a portata di mano. Ma questa volta, finirà nel cestino”. Telefono buttato via, proprio come questo campionato.

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