Loro tre e il deserto: Ad Abu Dhabi si decide il Mondiale di Formula uno

Loro tre e il deserto: Ad Abu Dhabi si decide il Mondiale di Formula uno 1

Lando Norris, Max Verstappen e Oscar Piastri 

 

Un Campionato avvincente e affascinante fino all’ultima curva, proprio come questo Max, che con i capelli disordinati e sudati, parcheggia la Red Bull in pole position e, ridendo, va a baciarsi con la sua compagna Kelly Piquet, che oggi festeggia 37 anni. Le offrirà il regalo di compleanno più inaspettato, per poi raccontare questa notte magica alla loro bimba, Lily? Per Verstappen, non basterà vincere oggi ad Abu Dhabi, come è accaduto negli ultimi 10 anni a chi partiva davanti, per conquistare il quinto titolo consecutivo. «Ma nella mia testa, quello è l’obiettivo». Sarà necessario anche che il destino, un errore, un alleato o forse il fuoco amico tra i piloti McLaren, gli offrano un aiuto. Ad agosto, nemmeno Max si aspettava di poter recuperare fino a contendersi tutto negli ultimi metri dell’anno, tanto che mamma Sophie è rimasta a casa con i cani e papà Jos è andato a partecipare a un rally in Africa: si trovava a -104 punti dall’allora leader, il freddo Oscar Piastri su una McLaren imbattibile, che poi è scivolato in fondo alla classifica e ora è terzo contendente al Mondiale, esattamente come in griglia.

Qualsiasi cosa può accadere, la storia delle corse lo dimostra. Di certo, deve succedere qualcosa di strano e significativo a Lando Norris e alla sua papaya in prima fila: per l’inglese, attualmente in testa alla classifica con +12 punti sull’olandese, basterebbe un podio per ottenere la prima corona della sua carriera, anche se non si accontenta.

«Cercherò di vincerla. Mi dispiace non essere in pole nell’ultimo weekend». Max, con una strategia astuta e audace di risparmio gomme, lo supera nel numero di partenze al palo quest’anno: 8 contro 7. In termini di vittorie, invece, sono tutti e tre alla pari (7). Piastri ago della bilancia? L’australiano è teoricamente ancora in corsa per il campionato, ma la qualifica chiusa dietro il compagno e il ritardo nel punteggio (-16) potrebbero costringerlo a una decisione. O meglio: le papaya rules, le regole del libero combattimento, a un certo punto e forse già al segnale di partenza, potrebbero non avere più valore. O no? Oscar: «Far passare Lando? Forse, ma la gara è lunga».

Le Ferrari

Titoli di coda tutti da scrivere. Charles Leclerc è spettatore (5°), forse arbitro insieme a Russell (4°) su Mercedes: «Non correre per vincere è frustrante, anche se da pilota di F1 e su Ferrari, fare ciò che mi piace è un discorso molto relativo. In un anno deludente, sono soddisfatto delle mie prestazioni. Abbiamo interrotto gli sviluppi presto, per concentrarci sul 2026». Lewis Hamilton, ormai altrove: quinta eliminazione consecutiva al primo turno di una qualifica, dopo un incidente nelle ultime libere dove raccoglie i pezzi della rossa: «La squadra merita di meglio. Non so descrivere ciò che ho nella mente in questo momento. Ho sicuramente tanta rabbia dentro e non ho molto altro da aggiungere». Nel crepuscolo, l’unica scintilla proviene dal suo casco.

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