Norris abbandona il suo numero fortunato e prende l’1: “Lo faccio per i meccanici”

Norris abbandona il suo numero fortunato e prende l’1: “Lo faccio per i meccanici” 1

È ufficialmente il nuovo numero 1, sia nel nome che nei fatti: Lando Norris, recente campione del mondo di F1, ha optato per correre nel 2026 con l’1 come numero di gara. Il pilota britannico della McLaren, di 26 anni, che ha conquistato la sua prima corona ad Abu Dhabi, ha deciso di abbandonare il 4, con il quale aveva un legame molto speciale, essendo in parte un richiamo al 46 di Valentino Rossi, il suo idolo sportivo, dal quale ha spesso attinto ispirazione per i colori utilizzati nei suoi caschi, disegnati anche da lui stesso.

La motivazione

“È una tradizione, c’è una ragione per cui lo scelgo,” ha dichiarato il 26enne di Bristol. “Il numero 1 esiste perché puoi cercare di ottenerlo e puoi dedicarti al massimo per riuscirci. Tutti noi del team avremo la possibilità di portarlo con orgoglio.

Anche tutti i miei meccanici, i miei ingegneri, e tutte le persone che fanno parte della McLaren, riceveranno questo riconoscimento. Quindi, non è solo per me, è anche per loro. È il loro orgoglio sapere che mettono tanto impegno in tutto, e che possono anche dire “siamo i numeri uno”.

I numeri cambiano dal prossimo anno

Dal 2014, i piloti sceglievano un numero fisso all’inizio della loro carriera, modificabile solo in caso di vittoria del mondiale. A partire dal 2026, invece, avranno la possibilità di cambiarlo. Ovviamente, l’1 è escluso dalla lista, poiché è riservato al campione del mondo in carica: fino ad Abu Dhabi e dal 2021, anno del suo primo titolo, era stato utilizzato da Max Verstappen. L’olandese della Red Bull, prima del 2019, correva con il 33: resta da vedere se tornerà ad usarlo o ne richiederà un altro per il 2026. Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo, è stato l’unico a rifiutare di correre con il numero 1, mantenendo il 44 tra Mercedes e Ferrari (all’inizio in McLaren aveva il 22). C’è una spiegazione: il 44 era il numero di targa dell’auto di suo padre Anthony, che, tra mille lavori e sacrifici economici, lo accompagnava nelle gare di karting e per gran parte della sua carriera. Il 44 per lui rappresenta gratitudine, una radice che non si cambia.

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