Red Bull e il fascino Ford: svelate le livree nella vecchia stazione di Detroit

La presentazione della Red Bull
Un blu profondo. Red Bull e la squadra parente, la Racing Bulls, sono le prime due vetture a rivelare le loro livree per il Campionato del Mondo 2026, che avrà inizio con il Gran Premio di Melbourne l’8 marzo. Un blu intenso e lucido caratterizza gli “abiti” di entrambe le auto (anche se la scuderia di Faenza predilige principalmente il bianco), che utilizzeranno a partire da questa stagione un motore sviluppato internamente dalla Red Bull Powertrains in collaborazione con Ford, il marchio originario del Michigan all’inizio del ventesimo secolo, il cui logo è un ovale blu.
La scelta evocativa di Detroit
Per commemorare il ritorno del marchio americano in F1 dopo 22 anni, le squadre hanno optato per il suggestivo scenario della storica stazione ferroviaria di Detroit, fulcro dell’industria statunitense e città natale di Henry Ford, dove durante la notte italiana è stato organizzato uno spettacolo con acrobazie degli atleti Red Bull. Il nuovo motore, che sarà al 50% elettrico, ha anche un nome: DM01, in onore di Dietrich Mateschitz, il fondatore di Red Bull, inteso come marchio di bevande energetiche, scomparso nel 2022 e promotore della decisione del team di F1, creato rivelando nel 2004 la Jaguar, di diventare un produttore di motori.
Le zone d’ombra del regolamento
L’evento ha fornito l’opportunità di discutere un argomento scottante di queste settimane, riguardante la presunta zona grigia del regolamento tecnico relativa al rapporto di compressione delle nuove unità di potenza, abbassato a 16:1 rispetto al 18:1 del ciclo precedente, dove sia Red Bull che Mercedes avrebbero adottato misure per ottenere un vantaggio con una soluzione che rispetta il nuovo limite nel test statico, come richiesto dal regolamento, per poi superarlo a motore acceso. Ferrari, Audi e Honda hanno chiesto chiarimenti, la FIA discuterà in una riunione prevista per il 22 gennaio. Nel frattempo, il responsabile di Red Bull Powertrains, Ben Hodgkinson, rassicura: “So esattamente cosa stiamo facendo e sono certo che sia tutto legale”.
Test chiusi a Barcellona
Vedremo. Anche le vere forme della Red Bull saranno visibili, almeno per gli addetti ai lavori, durante i primi test a porte chiuse a Barcellona in programma dal 26 al 30 gennaio, seguiti da quelli a porte aperte a febbraio in Bahrein, divisi in due fasi (11-13 e 18-20). Nella nuova era Red Bull, sempre Max Verstappen, 28 anni, correrà con il numero 3, avendo perso l’1, andato alla McLaren di Lando Norris. Il quattro volte campione del mondo apprezza il design della vettura: “Ha un aspetto più vintage, il colore è davvero vivace, mi piace molto. Sono rimasto veramente colpito e sorpreso da quanto sia cambiata. Mi riporta alla mente tanti bei ricordi di quando ho iniziato in F1 e tutto era nuovo. Sono entusiasta di guidare una macchina con un aspetto completamente diverso. Non sono sicuro che i meccanici saranno felici del tempo necessario per tenerla pulita”.
Hadjar a fianco di Verstappen
A fianco, il nuovo compagno di squadra, il francese di origini algerine, Isack Hadjar, 21 anni, promosso dalla Racing Bulls dove ha debuttato lo scorso anno, ottenendo anche un podio (3° in Olanda). “Vedere per la prima volta la livrea 2026 è stata una delle esperienze più emozionanti, ora tutto inizia a sembrare molto più reale e non vedo l’ora di guidare con questa livrea sulla macchina, adoro il suo aspetto nuovo ma al tempo stesso tradizionale, è davvero fantastico. È un nuovo capitolo per me ed è incredibile che anche il team e l’intero sport stiano entrando in una nuova era, è tutto molto speciale. Non vedo l’ora di correre”. Così sarà anche per Arvid Lindblad, 18 anni, inglese con origini indiane e svedesi, che prenderà il volante lasciato da Hadjar alla Racing Bulls e sarà compagno del neozelandese Liam Lawson, che compirà 24 anni a febbraio. Sulla vettura del team di Faenza ci sarà ancora molto bianco, inserti cromati, carbonio nero e, appunto, il blu Ford.