Schieder, sorpresa in Val Gardena: 3° posto per l’azzurro che si esalta solo nelle grandi classiche

Florian Schieder al traguardo (reuters)
Se Dominik Paris non riesce, c’è sempre “Schiedi”. Se gli svizzeri dominano la Saslong e si impongono in Val Gardena, con il temerario Franjo Von Allmen primo e il maestro Marco Odermatt secondo, a mantenere vive le speranze della discesa azzurra è Florian Schieder. Terzo dietro al duo elvetico nella classica italiana, lui che si esalta sempre sulle piste più famose del mondo. Per esempio, secondo sulla Streif di Kitzbühel nel 2023 e 2024, quarto a Wengen nel 2024. Una selezione naturale: il meglio è sempre emerso esclusivamente sulle mitiche discese.
Val Gardena gli era fino a ora sfuggita, al massimo era giunto sesto proprio giovedì scorso, nella libera accorciata, una piccola lacuna per chi proviene da Castelrotto e sta per compiere trent’anni: “Ci metto un quarto d’ora per tornare a casa da questa pista” sorride. Ora gli manca una medaglia in un grande evento, ma prima di pensare alle Olimpiadi di Milano Cortina, deve conquistare tutta la fiducia in questo weekend sulla Saslong.
Franjo Von Allmen (afp)
Schieder: “Tanti azzurri possono lottare”
Da un lato, Paris è deluso per il quinto posto (“Non è andata benissimo oggi, ho avuto difficoltà sulle Gobbe del Cammello, un peccato. Il mio distacco dal primo è elevato”), dall’altro, Florian Schieder si distingue come il leader della giornata dopo una gara in crescita, in cui i primi parziali (39, 65 e 73 centesimi) sono stati seguiti da un finale eccezionale, con la velocità massima di 125 km/h prima di affrontare le Gobbe, mantenendo traiettorie rapide sulle onde del Ciaslat che lo hanno portato a 126 km/h sul tratto finale. “È stato fantastico, su questa pista devo essere contento per le mie due discese” afferma il gardenese. “È stata una bella gara anche di squadra, possiamo competere in tanti là davanti. È chiaro che dobbiamo andare ancora più veloci per superare questi svizzeri”.
Tre italiani tra i primi dieci
Il team azzurro si presenta infatti solido, oltre a Schieder e Paris, sesto, c’è Mattia Casse ottavo. Alla Top Ten si è avvicinato anche Giovanni Franzoni, 12°, ma proprio uno svizzero, la new entry Alessio Miggiano, ha chiuso quinto partendo col numero 43 e ha escluso Franzoni.
Florian Schieder sulla Saslong (afp)
Quando ha creduto di aver vinto sulla Streif
Il podio nel frattempo è al sicuro, e va a un atleta che sembra aver superato i problemi alle ginocchia derivanti da infortuni passati. Premia un discesista che nel 2024 superò Marco Odermatt, credendo di poter vincere sulla Streif, prima che il francese Sarrazin lo superasse per 5 centesimi, non ancora tornato sul circuito dopo l’incidente di Bormio. Schieder è l’ennesimo orgoglio delle valli dell’Alto Adige che hanno dato i natali a Jannik Sinner, lui che è cresciuto a Castelrotto seguendo il mito di Peter Fill e ha vissuto in un maso nell’Alpe di Siusi. Un altoatesino che brilla tra le montagne, come è (quasi) sempre accaduto.