Sci, Paris terzo nella discesa di Val Gardena. Vince Odermatt, brutta caduta del norvegese Moeller

Dominik Paris (afp)
Dominik Paris ha ottenuto il terzo posto, con altri quattro atleti azzurri nei primi dieci, nella prima discesa di Val Gardena, che è stata conquistata da Marco Odermatt. Questa prima delle due discese libere in Italia, accorciata rispetto alla tradizionale in programma per sabato, ha subito ritardi e interruzioni a causa della nebbia, e poi per un grave incidente che ha coinvolto Fredrik Smiseth Moeller: il norvegese ha perso il controllo sulle Gobbe del Cammello, atterrando sulla schiena e colpendo la testa. I soccorsi sono intervenuti immediatamente, lo sciatore è rimasto cosciente, ma per trasportarlo per accertamenti medici è stato necessario l’uso del toboga. Le gravi contusioni sono state la diagnosi per il 25enne, che nell’impatto ha perso due denti.
(afp)
In vantaggio fino al Ciaslat
Nel frattempo, Dominik Paris ha dimostrato di essere un protagonista a 36 anni anche nella prima classica europea, dopo i buoni risultati ottenuti in America. Sotto il Sassolungo, ha fatto il suo ingresso dopo 29 secondi di gara con un centesimo di vantaggio su Odermatt, passando con la velocità massima di tutti (124.9 km/h) nel tratto che conduce alle Gobbe. Dopo 44 secondi ha aumentato il suo vantaggio fino a 15 centesimi, ma non ha avuto una performance perfetta sui dossi del Ciaslat, dove ha accumulato un ritardo di 25 centesimi, per poi recuperare 6 centesimi nell’ultimo settore dello schuss e concludere a 0’’19 da Odermatt (alla 50ª vittoria in Coppa del mondo come Alberto Tomba) e a 4 dall’altro svizzero Franjo Von Allmen. Ottima prestazione di squadra per gli azzurri, con Florian Schieder al sesto posto, Mattia Casse al settimo, Giovanni Franzoni all’ottavo. Christof Innerhofer 11° e Jacques Benjamin Alliod 14°.
Paris: “Soddisfatto, devo aggiustare qualcosa”
“È stato un buon riscaldamento per le due gare di venerdì e sabato, sono soddisfatto, è stata un’ottima manche”, commenta Paris all’arrivo. “Devo ancora sistemare qualche dettaglio se voglio essere un po’ più veloce, ma mi sento bene, sciolto sciando: quando è necessario riesco a spingere. Ho ancora questo motore che funziona, ogni tanto mi chiedo se riesco ad attivarlo o meno, ma quando poi sono in pista, tutto diventa divertente. Oggi mi sento di sorridere, ed è per questo che c’è stato l’abbraccio con Odermatt”.