Pallavolo, finisce l’imbattibilità delle azzurre di Velasco: stop col Brasile dopo 39 vittorie
Velasco e la squadra italiana durante Brasile-Italia (foto Fipav)
BRASÍLIA – È finita la striscia di vittorie consecutive della squadra italiana di Julio Velasco. Tuttavia, per l’allenatore è rimasta una giornata positiva nonostante la sconfitta in un tie-break contro un Brasile praticamente a piena forza nella Nations League: un match che porta più fiducia per gli impegni futuri che delusione per la fine di un’imbattibilità di 39 partite nelle competizioni ufficiali, incluse le Olimpiadi di Parigi e il Mondiale di Bangkok, entrambi conclusi trionfalmente. Mentre al Brasile mancavano praticamente solo Gabi tra i big, Velasco ha resistito fino alla fine con Antropova come schiacciatrice (non più la opposta di riserva rispetto a Egonu) insieme a Nervini, Manfredini e Nwakalor al centro, Cambi nel ruolo di alzatrice, Adigwe come opposta e Fersino come libero. Fahr, Egonu, Sylla, Danesi, Orro torneranno solo nelle fasi finali della Nations League o addirittura al Campionato Europeo.
Antropova segna 17 punti come schiacciatrice
La squadra italiana, protagonista del ricambio in vista di Los Angeles 2028, ha tenuto testa a un Brasile sostenuto da oltre 10.000 spettatori, perdendo solo 3-2 (15-25, 22-25, 25-22, 26-24, 12-15). Nel recupero dal 0-2 al 2-2 che ha portato al tie-break, Antropova ha segnato 17 punti, Adigwe 13 e Omoruyi 12. L’Italia torna in patria dalla prima settimana intercontinentale della VNL con tre vittorie, una sconfitta e solo 4 set persi: un bilancio eccellente, comunque, in vista delle Finali a Macao.
Velasco: “Stiamo lavorando bene”
“Ne abbiamo discusso prima della partita”, spiega Velasco al termine. “Era una sfida che si poteva perdere o vincere, ma durante la quale non avremmo mai dovuto arrenderci. Siamo rientrati in partita più volte, commettendo più errori del solito, ma siamo comunque riusciti a trascinare il Brasile, praticamente a piena forza e davanti al suo pubblico di casa, fino al quinto set. Se un paio di palloni fossero andati diversamente, chissà cosa sarebbe successo. Il bilancio di questo viaggio è più che positivo; torniamo a casa con molta esperienza perché sfide come questa valgono dieci partite normali. Se poi consideriamo che l’unica giocatrice partita titolare l’anno scorso è una ventiduenne (Nervini, ndr), è facile capire che stiamo lavorando bene e che dobbiamo continuare così. Quando poi vedo le ragazze restare in partita nonostante non stiano giocando al loro miglior livello, posso solo essere doppiamente soddisfatto.”