Scherma, Rizzi e Macchi conquistano l’argento ai Mondiali, ma le finali si rivelano deludenti.
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Giulia Rizzi (a destra) nella finale con la coreana Sera Song ai Mondiali di Hong Kong (reuters)
L’Italia inizia il Mondiale di scherma a Hong Kong con due medaglie d’argento. Tuttavia, entrambe le finali si concludono in modo deludente sia per la trentasettenne friulana Giulia Rizzi, sia per il venticinquenne pisano Filippo Macchi, entrambi protagonisti delle Olimpiadi di Parigi, dove hanno conquistato l’oro nella spada femminile a squadre e l’argento nella finale controversa del fioretto maschile. Le storie di Rizzi e Macchi si sono snodate in maniera molto diversa nell’ultimo atto dei tornei di Hong Kong. Giulia Rizzi, spadista udinese che si allena a Treviso con il maestro Roberto Cirillo, ha affrontato la campionessa mondiale 2022, la coreana Sera Song. La finale è stata estremamente equilibrata, con un punteggio di 5 pari all’inizio della terza e decisiva manche. Rizzi, parando e rispondendo, è riuscita a portarsi sul 7-6 a 1’45’’ dalla conclusione, ma Song ha risposto prontamente. Dopo aver raggiunto l’extra time, a causa di una passività per evidente timore di esporsi, le due sono state separate dal sorteggio, che ha avvantaggiato la coreana, che avrebbe vinto anche in caso di parità dopo il minuto supplementare. Rizzi ha quindi dovuto attaccare a pochi secondi dalla fine, e la coreana, arretrando, ha colpito con un movimento quasi impercettibile il braccio della spadista azzurra, facendo scattare la stoccata che ha assegnato la medaglia d’oro.
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L’abbraccio del maestro per consolare Macchi
Non poteva andare peggio per Filippo Macchi. Dopo aver eliminato il favorito russo Kirill Borodachev nei quarti (15-14), Macchi ha dominato la semifinale contro il giapponese Kazuki Iimura (15-6), preparandosi per l’assalto finale contro il ceco Alexander Choupenitch, bronzo alle Olimpiadi di Tokyo. Tuttavia, la finale non è stata equilibrata nemmeno per un attimo, con il ceco che ha colpito ripetutamente, allontanando l’azzurro, che non ha mai centrato il bersaglio, mentre le parate e le risposte del pisano non hanno mai avuto successo. Choupenitch è entrato in un vortice di esaltazione, mentre Macchi è sembrato cadere in una depressione agonistica, come se gli si fosse spenta la luce. A un certo punto, il punteggio era 13-0, e il momento più toccante è stato l’abbraccio del maestro Marco Vannini al suo allievo completamente stordito. Il finale è stato 15-2. Choupenitch, che a Tokyo si allenava con Stefano Cerioni, è ora seguito da un altro maestro italiano, Giovanni Bortolaso, ed è il primo atleta del suo paese a conquistare un oro mondiale.
Filippo Macchi sul podio (reuters)
Filippo Macchi (a sinistra) nella finale mondiali (foto Bizzi/FIE)
Il derby vinto con Santuccio
Dopo i fiorettisti in semifinale, Giulia Rizzi è salita in pedana, continuando il suo percorso nella spada femminile, che nei quarti l’aveva vista impegnata in un derby con l’altra azzurra rimasta in gara, Alberta Santuccio, compagna di squadra nella celebre gara a squadre vinta ai Giochi di Parigi. Superata la siciliana con un punteggio di 15-7, la friulana del 1989 ha battuto senza difficoltà con lo stesso punteggio la polacca Barbara Brych (15-7), per poi giocarsi il tutto in pochi secondi in finale.