Simonelli: “Serve rispetto per gli arbitri, risponderemo alla Lazio”

Davis celebrates after scoring in Udinese-Lazio (ansa)
“È fondamentale avere rispetto per la classe arbitrale, che ricopre un compito sensibile”. Il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli risponde in questo modo alla Lazio, che ha sollevato delle lamentele – a seguito di quanto accaduto nel finale della partita di Udine – riguardo a decisioni arbitrali che, secondo loro, comprometterebbero l’integrità del campionato.
La lettera inviata dalla Lazio
Il club di Lotito ha richiesto in una missiva articolata in cinque punti l’intervento della Lega Serie A affinché si faccia promotrice di “un tavolo istituzionale urgente con il coinvolgimento della Figc e dei referenti arbitrali competenti, finalizzato a un confronto operativo sui criteri applicativi e sulle criticità riscontrate”.
La risposta di Simonelli
Intervenendo a Radio Anch’Io Sport, Simonelli ha affermato: “Risponderemo come facciamo per tutte le comunicazioni di vario genere che provengono dai club, che siano Pec o meno, dopo averle esaminate nelle sedi appropriate. Riguardo al fatto che la credibilità del campionato sia compromessa, non sono d’accordo. Non è mio compito discutere sui fatti tecnici. Ieri sera ho avuto l’opportunità di sentire il designatore Rocchi per scambiarci gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà fornita un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio. In qualità di presidente di Lega, non posso che esprimere la mia piena fiducia nel lavoro della classe arbitrale: mettere in discussione questo aspetto mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è accettabile”.
Secondo Simonelli, “è comprensibile che un club possa sentirsi danneggiato da certi eventi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio, così come gli sbagli degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali devono essere accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come affermato nella lettera, che si tratti di “una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità”, allora il discorso cambia. Se si sostiene che ci sia un disegno dietro, la via da seguire è quella della denuncia nelle sedi opportune.”