Evenepoel supera Pogacar in salita al Tour, Vingegaard si ritira, Del Toro è terzo in classifica.

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PLATEAU DE SOLAISON – Remco Evenepoel ha superato Tadej Pogacar per la prima volta in una tappa in linea del Tour de France. Sul Plateau de Solaison, la maglia gialla deve cedere al campione olimpico (ora secondo nella generale a 5’00” da Pogi), ma può comunque ritenersi soddisfatto per aver guidato la salita, sostenendo il compagno Isaac Del Toro, terzo di tappa e nuovo terzo nella classifica generale. Dalla quale, invece, si ritira in modo definitivo Jonas Vingegaard, caduto in discesa a 21 km dall’arrivo e costretto ad abbandonare la competizione. Una tappa fondamentale che rilancia le possibilità di Evenepoel e allontana un po’ Paul Seixas, quarto di tappa a 58”, ancora quarto in generale ma ora superato da Del Toro (a 5’58”). Il francese ha 6’23” di svantaggio rispetto a Pogacar. Una giornata che è iniziata molto presto, anzi nel cuore della notte, per Pogacar e Vingegaard, svegliati per un controllo antidoping rispettivamente alle 5 e alle 2. Il danese esce di scena a bordo dell’ambulanza, con la spalla destra dolorante e il morale a pezzi: non era il suo Tour, ma a Pogacar mancherà ora il vero avversario, colui che dal 2021 era sempre salito con lui sul podio, primo o secondo. “È una notizia triste il ritiro di Vingegaard, dal 2021 lottiamo entrambi per il Tour. All’inizio non avevamo un buon rapporto, ma negli ultimi anni, nonostante la rivalità, c’è stato grande rispetto tra noi e in un certo senso siamo diventati amici. Il Tour non sarà lo stesso senza di lui”. Dopo il giorno di riposo, si riprenderà con una cronometro tra Evian e Thonon les Bains, 26 km non completamente pianeggianti che comunque favoriscono Evenepoel. È difficile immaginare uno scenario diverso dalla vittoria di Pogacar, ma Remco non era mai stato così potente in salita, così costante. “Incredibile, sono sopraffatto dalle emozioni. È stata una giornata molto difficile, all’inizio mi sentivo malissimo, poi le cose sono andate sempre meglio. Ho affrontato il corridore più forte, loro hanno provato a vincere la tappa con Del Toro. È straordinario riuscire a tenere il passo di Pogacar. È una sensazione fantastica, ha un significato enorme. Ho cercato di dare il massimo fino al traguardo, bello arrivare così al giorno di riposo”.

La cronaca

In cinque davanti dopo il difficile Col de la Croisette: Simmons è il più proattivo sulla salita, poi si riuniscono a lui Pidcock (terza fuga consecutiva), Rubio, Voisard e Adam Yates. Nel gruppo della maglia gialla, la Visma di Vingegaard lavora intensamente, sembra essere la giornata adatta per il danese. Ma così non è: in una curva in discesa a 19 km dall’arrivo, Vingegaard scivola verso l’interno e cade, trascinando con sé anche Del Toro e alcuni altri corridori. È l’unico a ritirarsi dalla corsa, da secondo nella classifica, una vera sfortuna per lo spettacolo e per la storia: dal 2021 lui e Pogacar erano sempre stati primo e secondo (3-2 per lo sloveno). Nel frattempo, Pidcock e gli altri in fuga iniziano la salita finale con 2’15” di vantaggio sul gruppo di Pogacar, spinto dalla Red Bull di Evenepoel. Pogacar prende il comando delle operazioni a -7,5 km dall’arrivo, portando con sé Del Toro e Evenepoel, mentre Lipowitz e Seixas vanno in difficoltà. Pogacar non stacca i suoi compagni di viaggio, ma rimane sempre in testa, da vero “gregario” di Del Toro. Seixas segue a 30” con Lipowitz, poi chiude a quasi un minuto e riesce a salvare il salvabile in una giornata che era iniziata con una foratura in salita, nel momento meno opportuno.