Vingegaard: “Il controllo antidoping effettuato di notte non ha avuto impatto, la caduta potrebbe essere stata causata da un errore di una moto”
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(afp)
EVIAN LES BAINS – La serata di Jonas Vingeggard si è rivelata piuttosto tranquilla. La caduta avvenuta a 21 km dalla conclusione al Plateau de Solaison lo ha escluso dalla lotta per la maglia gialla e lo obbligherà a subire un intervento per ricomporre la frattura della clavicola destra. Intervistato dalla danese TV2, l’ultimo trionfatore del Giro appare quasi sollevato: niente rancore, nessuna lamentela. E un solo accenno al tema del giorno, i controlli antidoping effettuati in piena notte. Per lui, alle 2.
“Il ciclismo comprende anche questo”
“Come mi sento? Beh, sorprendentemente bene” ha dichiarato Vingegaard, “ovviamente è estremamente deludente per noi uscire in questo modo e che il Tour finisca così, ma talvolta il ciclismo comprende anche questo. Per fortuna, però, si tratta solo di una clavicola rotta. Avverto un po’ di dolore, sicuramente sento il colpo. Mi hanno somministrato degli antidolorifici, quindi qualcosa per alleviare il fastidio, ma in realtà mi sento abbastanza bene.”
La traiettoria della moto
Nel post tappa Davide Piganzoli, il gregario valtellinese di Vingegaard, presente al momento della caduta, ha attribuito la responsabilità a una traiettoria errata di una moto nella curva dove è avvenuto l’incidente. “Forse la moto ha compiuto un errore” afferma il due volte vincitore del Tour, “ma non possiamo contare sulle moto. Dobbiamo fare affidamento sul nostro giudizio. Gli esseri umani possono sbagliare, e a volte va così. Ormai non possiamo più modificare ciò che è accaduto”.
I controlli notturni
“Beh, è evidente che il controllo alle 2 di notte non ha certo giovato, questo è innegabile. Che siano stati la causa, però, non mi sento di affermarlo. Non voglio incolpare quello, perché questo è il ciclismo. È estremamente frustrante abbandonare il Tour in questo modo. Siamo molto delusi e spero solo che i ragazzi riescano ora a concentrarsi sulla prossima settimana e, magari, a conquistare una o due tappe.”
La famiglia
“Ho appena parlato con la mia famiglia. Era la cosa più importante per me. Abbiamo già delineato un piano su cosa fare e ne ho discusso anche con la squadra. Non ha senso lasciarsi andare, anzi, peggiora solo le cose. Adesso torno a casa e dovrò sottopormi a un intervento chirurgico alla clavicola. Un’operazione è necessaria prima che possa guarire completamente”.