Musetti e il telefono che squilla in campo a mezzanotte: era la sveglia antidoping
Match interrotto per la sveglia antidoping. Lo stranissimo, curioso, intermezzo in una partita lunga, combattuta, punti giocati fino in fondo, break e controbreak, due tie-break. Poteva Musetti immaginare che durasse così tanto il suo quarto di finale a Lione contro Luca Van Assche? No. Invece.
Match lunghissimo e squillo
A mezzanotte era ancora lì in campo a rincorrersi. Musetti aveva vinto il primo set al tie-break, perso il secondo al tie-break. Ed eravamo già alle due e mezza di partita. Si va al terzo set. Dopo 3 ore e 10 minuti i due erano sul 3-2 per Lorenzo. Match che non finisce più. E c’è lo squillo. Non un acuto degli atleti, proprio lo squillo vero, quello del telefono.
La fascia di reperibilità
Lorenzo Musetti aveva fissato per l’una di notte la fascia di reperibilità che i giocatori sono costretti ad aggiornare quotidianamente e che indica agli addetti antidoping dove possono essere raggiunti per il prelievo dei campioni da sottoporre alle analisi. Lorenzo mai forse avrebbe pensato di essere in campo a quell’ora di notte, ma probabilmente pensava di essere ancora sveglio per l’adrenalina della partita appena giocata. In ogni caso, la sveglia era impostata.

Invece era lì in campo e ha dovuto chiedere il permesso al supervisore ATP Rogério Santos di usare il suo telefono… per spegnere il memo. E per spostare il whereabouts doping (requisito obbligatorio che consente alle organizzazioni come WADA e NADO di effettuare controlli a sorpresa sugli atleti di élite. Ha conquistato però – anche con questo strano intermezzo e con grande fatica – la sua 200ma vittoria in un torneo ATP. Decisamente si è svegliato.