Sinner rinuncia agli US Open: “Il ginocchio non è ancora guarito”
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Jannik Sinner (lapresse)
Jannik Sinner rinuncia agli Us Open. Il numero uno del tennis non ha ancora smaltito l’infortunio al ginocchio destro e salterà l’appuntamento sul cemento americano, al via il 30 agosto.
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“Nonostante il duro lavoro svolto con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere una decisione difficile: non potrò partecipare agli Us Open di quest’anno”, fa sapere Jannik.
Sinner: “Ho ancora bisogno di tempo per recuperare”
“Siamo tornati in campo a Montecarlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto che ho ancora bisogno di tempo per recuperare dal mio problema al ginocchio destro. Sono ovviamente molto triste e deluso, perché New York occupa un posto speciale nel mio cuore”, fa sapere il campione.
Quando torna Sinner
“Non vedevo l’amore di tornare a giocare nell’atmosfera elettrizzante di fronte ai fantastici tifosi di New York”, conclude Sinner. Il piano ora è di rimanere in Europa e continuare il recupero con il team medico e di preparazione atletica, con l’obiettivo di essere pronto per la tournée asiatica e per i tornei di Pechino e Shanghai. Proprio ieri il suo rivale Carlos Alcaraz, numero due al mondo, aveva annunciato il suo ritorno per gli Us Open.
I controlli medici delle ultime settimane
L’ultima partita giocata da Sinner è la finale vinta a Wimbledon lo scorso 12 luglio. Dopo il trionfo londinese, Jannik si è dedicato al riposo e alle vacanze in Sardegna con la fidanzata Laila Hasanovic. Verso la metà di luglio il numero uno del tennis ha fatto ritorno nella sua San Candido, dove ha ripreso gli allenamenti. Qualche giorno dopo rinuncia al Masters 1000 di Montreal e rientra a Montecarlo. È proprio nel Principato, alla fine di luglio, che Sinner ha capito quanto fosse serio il problema al ginocchio. Per questo il 9 agosto è arrivata un’altra rinuncia: “Non giocherò il Masters 1000 di Cincinnati”. Al nuovo forfait sono seguiti diversi controlli medici tra la Physioclinic di Milano (dal fisiatra Gianluca Melegati) e il J Medical di Torino.