Strategie dei piloti Peugeot per affrontare la notte nella 24 ore di Le Mans.
Qual è il modo in cui un pilota riesce a affrontare la notte più intensa della sua carriera? Non esiste un manuale di istruzioni, ma qualcuno ha tentato di rispondere a questa domanda. Per scoprire il segreto, due settimane fa ci siamo recati presso il quartier generale di Stellantis Motorsport a Satory (Parigi). Qui, a breve distanza dalla Reggia di Versailles, il team Peugeot sta preparando l’evento clou delle corse: la 24 Ore di Le Mans, che prenderà il via sabato 13 giugno alle ore 16. L’inizio di un’intera giornata al volante, senza interruzioni – tre piloti si alternano per ogni vettura – in una costante ricerca di “sopravvivenza”.
Jakobsen: “Quando superi la notte ti senti un sopravvissuto”
Non si tratta di un’esagerazione linguistica, dato che sono proprio i protagonisti a utilizzarla: “Quando scorgi l’alba, dopo aver trascorso la notte a guidare nel buio, ti senti come un sopravvissuto”, racconta Malthe Jakobsen, il danese della Peugeot 9X8 numero 94, che a Spa ha conquistato la prima pole position nella storia della scuderia francese nel Wec, il campionato endurance. Mentre Malthe si esprime, al simulatore il suo compagno di squadra Nick Cassidy. Regna l’oscurità nella stanza dove il neozelandese sta affrontando una sorta di 24 Ore virtuale. “I piloti non devono essere distratti dalla luce”, ci chiarisce la guida Margot quando entriamo silenziosamente. Cassidy è immerso nella fedele riproduzione dell’abitacolo della sua Peugeot, posizionato dietro a un maxischermo che rende l’esperienza di guida ancor più autentica. Un videogioco estremamente complesso: “A volte passiamo al simulatore anche l’intera giornata”, confessa il suo compagno Malthe.
Our 2025 Pit Stop Challenge Champions put up a good fight, but there won’t be a back-to-back victory this year. Proud of them! #WEC #Peugeot9X8 #LeMans24 pic.twitter.com/PmeAV9J2Fg
— Peugeot Sport (@peugeotsport) June 9, 2026
Il nuovo simulatore da 5 milioni di euro
Presto avranno a disposizione un altro strumento, ancor più avanzato, in grado di riprodurre anche i movimenti della vettura. Il costo? Oltre 5 milioni di euro. Alcuni dettagli, entrando nella fabbrica, si possono già intravedere: ricorda quasi un allestimento aerospaziale. Si tratta di razzi su quattro ruote, d’altronde. Anche il volante di una hypercar è un concentrato di complicazioni, simile a un orologio di alta gamma. È un tripudio di pulsanti: uno per le comunicazioni radio (“anche se non sono molto loquace e a volte preferisco il silenzio”, sorride Jakobsen); uno per modificare le modalità del motore; un altro ancora per bere. “Purtroppo da qui esce solo acqua con elettroliti. Niente di così entusiasmante”, sorride il danese rispondendo ai giornalisti che chiedono se ci sia anche del vino. Scherzi a parte, l’alimentazione è uno degli aspetti più cruciali per resistere alla 24 Ore. Questo concetto è ben spiegato da Theo Pourchaire, il francese campione di F2 nel 2023 che guida l’altra Peugeot, la numero 94.
Cosa mangia un pilota prima e durante la 24 Ore
“Nelle settimane che precedono Le Mans è fondamentale riposare e nutrirsi in modo adeguato”. Lo stesso vale nel corso della gara vera e propria: “È meglio evitare di appesantirsi troppo”, confessa mentre pranziamo insieme a lui nel giardino della factory Peugeot: julienne di cetrioli come antipasto; pasta al pesto e petto di pollo. Infine cheesecake per dessert. Ma cosa si consuma durante la 24 Ore? “Qualche sandwich di tanto in tanto, barrette energetiche, ma soprattutto i frullati proteici di Jeremy”, afferma il pilota francese. Jeremy è il suo fisioterapista: “Non vorrei che durante la frenata lo stomaco di Theo crei problemi”, racconta sorridendo. A Le Mans si vince anche grazie alla cucina, quindi. Tuttavia, i piloti non si allenano solo la pancia. Muscoli e riflessi devono essere stimolati fino a pochi istanti prima della partenza. È ancora Theo a spiegarcelo, mostrando tutti gli strumenti che utilizza prima di salire nell’abitacolo: ci sono elastici per distendere le braccia; palline da tennis per testare i riflessi, come fa Pierre Gasly in Formula 1.
Tutto è pianificato nei minimi dettagli, anche ciò che avviene dietro le quinte: ai box ogni vettura (Peugeot ne ha 2) ha il proprio colore identificativo: giallo per la 93, rosso per la 94. In questo modo non si crea confusione e si guadagna tempo nelle fasi concitate della corsa. Ma nella frenesia c’è spazio anche per un tocco di romanticismo: ogni motore ha il proprio nome inciso sopra. Passiamo quindi davanti a “Eugenia”, mentre Ruggero Apriletti, ingegnere di gara del team, ci illustra i dettagli di una programmazione che non lascia nulla al caso: “Nelle nostre officine è già tutto pronto per la 6 Ore di San Paolo”, il prossimo appuntamento. Ma prima c’è Le Mans, come ricorda il team principal Emmanuel Esnault, che fissa l’obiettivo: “Vogliamo arrivare nella top five”.