Giro, Moschetti abbandona la competizione a causa di una commozione cerebrale: era caduto al termine della prima tappa.

Giro, Moschetti abbandona la competizione a causa di una commozione cerebrale: era caduto al termine della prima tappa. 1

VELIKO TARNOVO – Matteo Moschetti è già costretto a ritirarsi dal Giro d’Italia. Il ciclista della Pinarello-Q36.5 Pro Cycling è stato coinvolto in una caduta di massa durante la prima tappa: a 600 metri dal traguardo di Burgas, circa trenta corridori sono finiti a terra mentre si preparavano per la volata a causa di un’errata manovra. Il corridore classe ’96 ha subito una serie di esami medici che hanno messo in evidenza una commozione cerebrale. In conformità con i protocolli sanitari UCI, Moschetti non potrà continuare la competizione ed è quindi stato costretto a ritirarsi. La sua partecipazione al Giro è durata solo 147 km. Moschetti era considerato uno dei velocisti più promettenti: un anno fa aveva concluso la tappa di Roma al terzo posto.

I protocolli Uci per gli infortuni cranici

“I protocolli per le commozioni cerebrali esistono per una ragione e devono essere rigorosamente seguiti” ha evidenziato il suo direttore sportivo Gabriele Missaglia. Il protocollo viene attivato in caso di caduta con rischio di trauma cranico. In presenza di perdita di coscienza o sintomi gravi (convulsioni, amnesia), il ritiro è immediato. In caso contrario, il ciclista è sottoposto a una serie di test immediati: la presenza di sintomi come confusione, disorientamento, vomito, forte mal di testa, visione doppia o perdita di equilibrio comporta l’esclusione immediata dalla competizione. Il protocollo prevede un periodo di riposo assoluto di 24-48 ore dopo la commozione, seguito da un graduale ritorno alle competizioni. Moschetti è riuscito a completare la tappa di Burgas, ma ai controlli successivi, in ospedale, è stato dichiarato non idoneo a prendere il via.