Vollering conquista il Giro donne in un’ultima tappa straordinaria. A Saluzzo, successo per Longo Borghini.
(lapresse)
Il potente grido di Elisa Longo Borghini al traguardo di Saluzzo segna la conclusione di una giornata straordinaria al Giro d’Italia femminile. L’ultima tappa modifica radicalmente il podio della Corsa rosa a favore dell’olandese Demi Vollering, abile nel lanciarsi in attacco da lontano e superare la connazionale Anna Van der Breggen. La maglia rosa in carica perde anche il secondo posto in classifica a favore della tedesca Antonia Niedermaier. Longo Borghini termina con un eccellente quarto posto dopo un Giro particolarmente impegnativo.
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La cronaca
La competizione, con partenza e arrivo a Saluzzo e tre salite (Montoso, Colletta di Brondello, Colletta di Rossana), si è accesa rapidamente, dopo circa cinquanta chilometri dall’inizio: sulla prima salita, Demi Vollering ha accelerato il ritmo, portando con sé la maglia rosa Anna Van Der Breggen (che partiva con un vantaggio di 49” sulla connazionale) ed Elisa Longo Borghini, raggiunte successivamente da Antonia Niedermaier, Femke De Vries, Lauren Dickson, Valentina Cavallar, Isabella Holmgren e Niamh Fisher-Black. In discesa, dalla fuga, Antonia Niedermaier ha nuovamente allungato, portando con sé Longo Borghini e Fisher-Black, che hanno accumulato fino a 2’00” di vantaggio sul gruppo della maglia rosa, con la tedesca della Canyon Sram a mantenere per diversi chilometri il ruolo di maglia rosa virtuale. Ai piedi della Colletta di Brondello, le atlete in testa avevano 1’54” di vantaggio sul gruppo di Van der Breggen, Vollering, De Vries e Dickson. A un chilometro dallo scollinamento, Vollering ha accelerato, lasciando indietro la maglia rosa e avvicinandosi al terzetto di testa. Le cicliste in testa hanno attraversato il GPM (vinto da Niedermaier) con 53” di vantaggio sulla maglia azzurra e 1’23” su Van der Breggen. Sulla Colletta di Rossana, Vollering ha raggiunto il gruppo di testa mentre Van der Breggen ha perso terreno. La vittoria di tappa è andata a un quartetto, con Longo Borghini abile a superare allo sprint Fisher-Black, mentre Vollering e Niedermaier celebravano rispettivamente il primo e il secondo posto nella generale, distanziate di 30”. Van der Breggen ha concluso terza a 1’37”, quarta Longo Borghini, in lacrime all’arrivo. Van der Breggen, tornata al ciclismo lo scorso anno dopo quattro anni di inattività, aveva già perso la Vuelta all’ultima tappa a favore di Paula Blasi. “Indossare oggi la Maglia Rosa è incredibile” ha dichiarato dopo la tappa Vollering, vincitrice di un Tour de France nel corso della sua carriera, “dopo tutto ciò che è accaduto durante questa settimana – confessa – Nella mia mente, il traguardo era in cima all’ultima salita. Sapevo che se non fossi riuscita a staccare Anna lì, le mie possibilità sarebbero svanite. Quando ho visto il vantaggio aumentare e il resto del gruppo di testa collaborare con me, ho iniziato a pensare che stavo andando verso la vittoria del Giro. Il sogno di conquistare tutti e tre i Grandi Giri è ora realtà: festeggerò e tornerò per riconquistarlo”.
Longo Borghini: “Ho vinto col cuore”
“È molto più di una vittoria per me, è una rinascita” ha spiegato Elisa Longo Borghini, “non nascondo che in questi mesi mi sono sentita vulnerabile, sia fisicamente che mentalmente. Ci sono stati giorni in cui ho pensato che forse non sarei mai tornata e che fosse tutto finito. In questi tre mesi ho affrontato momenti difficili e ho lavorato duramente per tornare. Non sono ancora al top, ma non volevo lasciare il Giro senza lasciare un segno. Oggi, nel bus, ho sentito la rabbia crescere e ho pensato di non avere nulla da perdere. La classifica non contava e volevo solo provarci e farlo per le mie compagne, che sono state fantastiche. Volevo solo vincere, era l’unica cosa a cui pensavo oggi. Questa vittoria è per tutti coloro che mi amano. Quando non hai le gambe, devi usare la testa e il cuore. Il cuore può fare molto, la ruota può girare. Siamo umani. È normale perdere o cadere in ginocchio, ma bisogna sapersi rialzare e combattere con orgoglio”.