Antonelli: La mia maturità è cresciuta grazie allo sport, non sono un amante delle feste.

Antonelli: La mia maturità è cresciuta grazie allo sport, non sono un amante delle feste. 1

Kimi Antonelli 

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Rimane al comando del Mondiale, nonostante l’imprevisto a Barcellona a causa di un guasto alla batteria della sua Mercedes. Kimi Antonelli, 19 anni, riparte dall’Austria con un vantaggio di 41 punti su Lewis Hamilton, che ha conquistato la sua prima vittoria in rosso al Montmeló.

Il cuore degli italiani è diviso tra lei e la Ferrari.

«Non me ne rendo conto completamente perché sono concentrato su ciò che devo fare. Sono consapevole che ci sono aspettative molto elevate, apprezzo il sostegno e sono onorato di rappresentare l’Italia. È bello salire sul gradino più alto del podio con il tricolore, cercherò di ripetere questa esperienza fino alla fine dell’anno perché da tanto tempo all’Italia manca un pilota vincente: mi piacerebbe essere il prossimo».

Avverte una certa responsabilità?

«So cosa si può raggiungere. Ma cerco semplicemente di divertirmi e godermi il momento, correndo come Kimi e dando il massimo, senza pensare al risultato finale, perché solo in questo modo, con la mente libera, riesco a esprimere il mio potenziale al meglio».

Suo padre Marco afferma che non ha ancora raggiunto nulla.

«È vero: la stagione è ancora molto lunga, ci sono molti punti in palio, e può accadere di tutto. I miei genitori mi hanno insegnato che finché non tagli il traguardo e non raggiungi il tuo obiettivo, non puoi mai rilassarti».

Non è comune avere questo tipo di mentalità, specialmente alla sua età.

«Il merito va alla mia famiglia, che mi ha trasmesso valori e standard da rispettare: essere educato, rimanere umile e autentico».

Complicato quando il sogno è così grandioso.

«Per questo mi piace tornare a casa, perché è come tornare alla realtà, al mondo vero. Adoro quello che faccio, la F1 è straordinaria, ma è come vivere in una bolla lontana da tutto e da tutti. Tornare mi aiuta a vivere come un ragazzo normale».

Si sente come i ragazzi della sua età?

«Ho una prospettiva diversa. Ad esempio, non mi attira molto fare festa. Lo sport competitivo ti fa maturare rapidamente, a una velocità esponenziale, poiché lavori con persone più grandi, devi rispettare standard e regole, avere disciplina e imparare a orientarti in un ambiente così professionale. Impari a interagire, il tuo modo di esprimerti e di esporsi cambia».

E questo comporta delle difficoltà nella vita quotidiana?

«Continuo a divertirmi con i miei amici, ma mi rendo conto di essere diverso, di avere un modo di pensare distinto, insomma sento una certa distanza. Per colmarla, cerco di comportarmi come un ragazzo della mia età».

Ha dovuto rinunciare a qualcosa durante l’infanzia?

«Sì, fin da piccolo trascorro molto tempo lontano da casa per le gare, all’inizio non è stato facile, ti trovi a dover rinunciare a esperienze che vivono i tuoi coetanei. A otto anni un po’ lo soffrivo, poi ho capito che ero disposto a fare questi sacrifici per la mia passione».

La Mercedes l’ha notato presto.

«Mi considero molto fortunato, non è scontato trovare un team che ti supporti fino alla massima serie. Anche se ho fatto la mia parte, me lo sono guadagnato, perché se non avessi ottenuto certi risultati non sarei qui. Ora cerco anche di portare un po’ di italianità nella squadra».

Fidanzato fino all’anno scorso, adesso?

«La F1 è un impegno enorme. È difficile per chi sta all’esterno comprendere quanto tempo, dedizione e lavoro ci siano dietro. Sono consapevole dei miei obiettivi e priorità, nella mia posizione devo dare il massimo e avere il minor numero possibile di distrazioni. Sono anche in un periodo in cui sto apprendendo molto su me stesso e su ciò di cui ho bisogno. Da adulto riesco a gestire meglio tutto, compresa la vita privata. Ora l’unica cosa a cui voglio dedicarmi è la F1».

Mai commesso una trasgressione?

«Un po’ di birichinate le ho fatte, ma cose minori. Con l’arrivo del nuovo anno ci sta un brindisi in più, ma sapevo ancora chi ero ed ero in grado di camminare».

Perché sembra così simpatico a tutti?

«È una domanda che mi pongo anch’io. Forse perché cerco sempre di essere autentico? Sono uno che dice la verità, non mi percepisco in modo diverso e credo che questo piaccia e si noti anche dall’esterno».