Amorim, Spalletti e Gasperini: i protagonisti in attesa del momento critico
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Ruben Amorim (afp)
Nell’anno passato, Fabregas si infuriò notevolmente per una dichiarazione di Tudor, che allora era ancora alla Juventus: la interpretò come una polemica, ma in realtà non lo era; era piuttosto carica di invidia e rifletteva un sentimento diffuso nella categoria: «Il Como è una piccola realtà fittizia, ha investito molto e, soprattutto, l’allenatore ha selezionato tutti i calciatori acquistati». È anche per questo motivo che molti allenatori di Serie A faticano a esprimere simpatia mediatica nei confronti del collega comasco: lo invidiano perché, una volta stabilito il budget (e che budget), è lui a guidare le scelte, mentre gli altri devono destreggiarsi tra le esigenze aziendali e il malcontento personale, dato che non esiste allenatore che non sia turbato dalle frustrazioni relative ai giocatori da ingaggiare e acquistare.
Amorim e la spina Leao
Ognuno ha le proprie preoccupazioni. Amorim non ha teoricamente molto di cui lamentarsi, ma nel frattempo deve gestire pesanti esuberi (Tomori, Nkunku, Fofana) e mal sopporta le incerti vicende riguardanti Leão, tutte quelle oscillazioni tra vado, resto, resta e va che generano nervosismo: tutto sommato è un vantaggio che l’attaccante portoghese, sempre con qualche acciacco, non sia disponibile per la prima di stasera in casa del Torino: «Leao al momento non è rilevante, è la partita che conta», riesce a dire con frasi dirette l’allenatore suo connazionale, che ha il privilegio di poter essere ansioso per un’esclusiva personale, l’esordio: «Ho un po’ di ansia, questo sì». Ma non insoddisfazione: «La società ha fatto tutto ciò che doveva, ora spetta a noi».
I rebus di Gasperini
Per Amorim e gli altri si tratta di guadagnare tempo ancora per una settimana, fintanto che il mercato rimane aperto: poi, le questioni aziendali e i malumori diventeranno superflui. Gasperini lo sa bene, che domani affronterà la Fiorentina e uno dei pochi colleghi soddisfatti (ma persino Grosso ha già comunicato che avrebbe bisogno di un paio di acquisti) e nel frattempo afferma cose che devono essere interpretate tra le righe. Ad esempio: «Si pensava che il ritorno in Champions avrebbe risolto tutte le problematiche di bilancio, ma non è andata così. Eravamo partiti con profili ben definiti, ma poi ci siamo dovuti confrontare con l’esigenza di mantenere il monte ingaggi sotto certi limiti, e così non riesci a ingaggiare giocatori affermati». Con i giovani, per quanto talentuosi, si discute sulla prospettiva, sostiene Gasp: significa che si può vincere, sì, ma chissà quando.
La Roma e il problema del Fair Play
A Roma non ci sono più le frizioni che si registravano l’anno scorso con Massara. Il rapporto con il ds D’Amico funziona, ma Gasp è rimasto deluso quando gli è stato comunicato che uno dei giocatori che gli mancano («Le caselle vuote sono due»), cioè il dribblatore di piede destro individuato in Fofana, il belga del Lione, non arriverà perché i fondi sono esauriti, anche se all’inizio della settimana sembrava ci fossero. Magari riappariranno, di certo la Roma è sempre sotto la pressione del Fair Play finanziario e teme addirittura che, esagerando con le spese, potrebbe rischiare l’esclusione dalle coppe.
Spalletti, umore in miglioramento
Anche la Juve, che alle 18.30 scenderà in campo a Frosinone, non è messa benissimo su questo fronte (ha già ricevuto una multa e delle limitazioni alla rosa), tuttavia ha investito 130 milioni. L’umore di Spalletti è migliorato, ma è normale: con Comolli non andava d’accordo, mentre con Carnevali e Massara, «i direttori», si sente ascoltato. Perciò può definire «buono» il mercato bianconero (così come quello della Roma, mentre quello del Milan lo considera «grande») e affermare che «siamo migliorati, ma saremo in otto a contenderci i primi quattro posti». Servirà quindi altro: «C’è ancora del lavoro da fare, i direttori lo sanno e infatti continuano a arrivare presto la mattina». Come ha detto Chivu, il mercato è implacabile e l’ultima settimana porterà sorprese, chissà se piacevoli o sgradite. In Premier continuano a circolare voci su Yildiz, Arsenal e Liverpool in particolare, con offerte attorno ai 100 milioni che metterebbero in difficoltà la Juve. Non però Spalletti: «Dal mio punto di vista è semplice: possono offrire quello che vogliono, io desidero poterlo schierare in campo». In ogni caso, non è più tempo di indugi: «È suonata la campana. Chi non è pronto si accorgerà che verrà immediatamente spinto verso l’uscita».
Il bilancio di mercato di Milan, Roma e Juventus è in rosso per oltre 100 milioni. Amorim, Gasperini e Spalletti sono quindi in sintonia con Fabregas, che se però dovesse ingaggiare Kean, supererebbe tutti. In fondo magari lo sperano, un calciatore che può sempre diventare utile come alibi.