Champions, una serata intensa per quattro squadre: situazione attuale di Milan, Roma, Como e Juventus. Polemiche a Torino.

Champions, una serata intensa per quattro squadre: situazione attuale di Milan, Roma, Como e Juventus. Polemiche a Torino. 1

Questa sera non è in gioco la gloria, a meno che non si parli del Como che ha sempre osservato le competizioni europee da lontano, ma è in palio ossigeno, stabilità sociale e un minimo di supporto alle ambizioni: ovvero risorse finanziarie. La Champions esercita il suo fascino, ma per i club meno fortunati del nostro paese è prevalentemente un bancomat. Sarà una corsa al prelievo: Milan e Roma partono in pole position, mentre Como e Juve sono in seconda fila. I bianconeri sono messi peggio, soprattutto per l’impegno più difficile: il derby ha un livello di difficoltà superiore rispetto all’ultimo match casalingo del Milan (Cagliari), alla trasferta veronese della Roma o a quella cremonese del Como, nonostante il disperato bisogno della squadra grigiorossa di una vittoria fondamentale. Inoltre, Spalletti dovrà affrontare la partita senza Yildiz e probabilmente anche senza Vlahovic (le solite problematiche muscolari), sebbene un altro dubbio rimanga: la Juve ci sarà o non ci sarà, visto che domenica scorsa è sembrata scomparsa?

La Roma è la squadra che mostra maggior entusiasmo, mentre il Como è la più tranquilla. Il Milan ha vissuto più di un “momento Juve”, ma con il successo a Genova dovrebbe averli superati. L’attenzione è quindi rivolta al derby di Torino, che si preannuncia molto teso sia per le difficoltà affrontate dai bianconeri nell’ultima settimana sia per le tensioni in casa granata: i tifosi torneranno allo stadio dopo mesi di protesta contro Cairo e si aspettano una prestazione di alto livello dalla squadra, che nell’era dell’attuale presidente ha vinto un solo derby undici anni fa, accumulando una serie di delusioni. Sotto Cairo, contro la Juve il Toro ha il bilancio peggiore. I granata hanno l’opportunità di dare un significato reale alla sfida, impedendo ai rivali l’accesso alla Champions, e per questo i giocatori, già poco propensi verso i tifosi per il loro atteggiamento, saranno ancora più nervosi: se le cose non dovessero andare bene, l’atmosfera sarà infuocata. Anche la vigilia non è stata serena, con il Torino che ha annunciato il divieto di indossare simboli bianconeri per motivi di sicurezza, e la Questura ha logicamente impedito questo divieto illogico.

Milan

A un passo dal traguardo, il Milan affronta il Cagliari: vincendo sarebbe in Champions, altrimenti dovrà tenere d’occhio i risultati delle avversarie. A San Siro sarà presente Cardinale (non è prevista la cessione di una quota di minoranza ad altri soci), che terrà un discorso alla squadra. Si prevede un’ulteriore contestazione da parte del tifo organizzato contro l’amministratore delegato Furlani – in vista di un possibile addio – e la protesta potrebbe estendersi a Ibrahimovic, che a breve volerà negli Stati Uniti per commentare i Mondiali per Fox: con queste premesse, è difficile che gli venga assegnato un ruolo di rilievo nel club. «Chi deve fare da guida è sempre la società», è il messaggio lanciato da Allegri. Questa sera Leao – potrebbe essere la sua ultima apparizione al Milan – partirà dalla panchina: dal primo minuto, Gimenez affiancherà Nkunku.

Roma

Intoccabile. Donyell Malen non è stato minimamente toccato. Per l’olandese, 13 gol da gennaio, in allenamento non ci sono stati contrasti, nessun intervento duro. Se la Roma oggi dipende solo da se stessa, vincendo contro il Verona non deve sperare in alcun risultato esterno, il merito è tutto suo. È il leader della squadra: con qualità, intensità e gol l’ha portata al quarto posto quando ormai pochi ci credevano: «Nel girone di ritorno abbiamo segnato molto» – sottolinea Gasperini – «stiamo oltrepassando i nostri limiti. Non è stato un anno semplice». In difesa sarà presente Ghilardi al posto di Ndicka infortunato. Koné è tornato disponibile. Rientra Soulé che sosterrà Dybala – ovviamente – dietro a Malen, l’unico nella Roma davvero intoccabile.

Como

Il Como può prendersela con calma. Ha già celebrato la conquista dell’Europa e non ha l’angoscia della Champions, né la necessità: dopo i consistenti investimenti degli ultimi anni, i conti devono essere sistemati perché è la a richiederlo, ma sul lago erano pronti a questa eventualità e sanno che, dopo aver gettato le basi, da quest’estate inizierà una crescita graduale, con pochi innesti e alcune inevitabili cessioni, necessarie per rientrare nei parametri europei. L’unica opportunità di Champions passa da una vittoria in trasferta contro la Cremonese, che a sua volta deve vincere per mantenere vive le speranze di salvezza: ma come il Como deve anche contare su un passo falso di Milan o Roma, ai grigiorossi servirebbe quello del Lecce.

Juventus

«Ho passato notti senza sonno», afferma Spalletti ripensando all’ultima, difficile settimana. «Ma non mi è mai venuto in mente di dimettermi», ha assicurato, ma con una precisazione: «Potrei anche pensare di mettermi a disposizione, e poi fate come preferite», che sarebbe comunque un modo di farsi da parte. In ogni caso, Lucio ha garantito continuità: «Non aspettatevi cambiamenti. Programmare significa avere il coraggio di guardare oltre il risultato. Un punto in più o in meno non cambia nulla: vogliamo lottare per qualcosa di significativo, che saremo in Champions o meno». E su Comolli: «A volte ci si scontra. È fondamentale per me partecipare alla costruzione della squadra».