Pellizzari trionfa nella tappa principale del Tour of the Alps in Val Martello e assume la leadership della classifica.

Pellizzari trionfa nella tappa principale del Tour of the Alps in Val Martello e assume la leadership della classifica. 1

(lapresse)

Giulio Pellizzari si aggiudica la tappa regina del Tour of the Alps, giungendo al traguardo in salita nella Val Martello. Il corridore marchigiano ha completato il notevole lavoro della sua Red Bull Bora-Hansgrohe e ha conquistato anche la maglia di leader della classifica generale, superando di 4” l’olandese Thymen Arensman della Ineos.

La tappa

Nella fase finale, 6 km piuttosto impegnativi a conclusione della seconda tappa, il team tedesco ha attivato le sue strategie con il campione del mondo Under 23 Lorenzo Finn, che ha svolto il ruolo di gregario per Pellizzari, prima di chiudere su Arensman e Storer e poi tirare per il suo capitano. Nello sprint finale, fondamentale è stato il rientro di Vlasov, avvenuto proprio a 400 metri dal gruppo di testa, riuscendo a compromettere il lavoro di squadra dei due corridori Ineos, Bernal e Arensman. Secondo posto per l’olandese, terzo per Mattia Gaffuri, seguito da Vlasov, Bernal e Finn. Domani si affronteranno nuove salite nella terza tappa, da Laces ad Arco di Trento, con il passo Castrin e la salita di Andalo che saranno i punti focali della giornata.

La dedica

“La vittoria odierna è particolare: il Tour of the Alps mi ha proiettato nel professionismo tre anni fa e vincere in Val Martello ha per me un significato straordinario. Oggi ho dato il massimo di me stesso, anche per onorare il lavoro dei miei compagni, che sono stati eccezionali”. Così ha commentato Giulio Pellizzari dopo la tappa. “A Tenerife, nelle settimane passate, ho lavorato sull’esplosività insieme a Jai Hindley e i risultati sono evidenti. Le lunghe salite rappresentano il mio terreno ideale: mi sono trovato a mio agio, anche se non sono ancora al top della condizione. Quando ho riagganciato Arensman, Finn e Storer, ho tentato un contrattacco, poiché Finn stava andando forte e poteva essere un’alternativa valida se fossi stato ripreso. È stata una giornata impegnativa, ma sono contento che sia andata nel migliore dei modi. Questo è per me un’importante prova anche in termini di leadership all’interno del team: sento di stare evolvendo in questo ruolo, così come nello sviluppare una mentalità vincente. Oggi ho voluto vincere, e ci sono riuscito. Dedico questo successo al padre della mia ragazza, Stefano Casagranda, scomparso lo scorso ottobre. Qui vicino, a Merano, vinse una tappa del Giro del Trentino nel 1998, quando io non ero ancora nato. Questa vittoria è per lui”.